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“Donna in arte”

Ventidue artiste dialogano con linguaggi molto diversi

E' stata naugurata sabato finalmente la sospirata XXIII edizione di “Donna in arte” dedicata all’ 8 marzo nel torrione Nord –est del Castello di Casale Monferrato, che per motivi della pandemiaera stata rimandata per motivi di sicurezza.

La mostra è stata curata dal circolo culturale Piero Ravasenga e si è avvalsa del patrocinio dell’assessorato alla cultura.

La vernice è stata presentata dal Presidente del circolo Ivaldo Carelli che ha palesato la fragilità del momento sociale ma l’entusiasmo di ripartire con la bellezza e l’arte, sono poi intervenuti il presidente del consiglio comunale Fiorenzo Pivetta che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale e la critica d’arte Giuliana Bussola che si è congratulata per la qualità degli interventi pittorici e fotografici regalando all’attento pubblico una veloce ma preziosa lezione sulla storia della donna nell’arte partendo dalla cultura greca, a quella medioevale sino ad arrivare al 900 sottolineandone le moltissime difficoltà che la donna ha sempre avuto per esprimere il proprio talento artistico.

Le 22 artiste dialogano con linguaggi molto diversi.

Dai fiori di Marisa Bagnera al sentimento Casoratiano di Olga Cantamessa, al ritratto felino di Annalisa Casaleggio ed al doppio ritratto di Maria Bianca Casaleggio. Antonietta Cerchio reinterpreta Raffaello, mentre Simona Cici ci fa sognare l’Africa con le sue fotografie. Il paesaggio quasi onirico di Laura Colombo, si riflette sul sogno teatrale di Luciana Ferraris.

La poesia floreale di Giuliana D’Adda si contrappone alla cultura seicentesca della composizione di Rita Foltran. Omaggio a Bonnard il riverbero allo specchio di Carla Gamba,dolcissimo il paesaggio floreale di Silvana Lo Giacco.Affascinante il lavoro di Raffaella Marotto con il pizzo reale e altrettanto reale il paesaggio di Valentina Opezzo.

Profondo lo sguardo del disegno di Nicoletta Perrugia e misterioso il ritratto di Fernanda Pessina. Simbolico il messaggio di Maria Luisa Rivolta e delicatissimo il pastello di Maria Rosa Roggero. Essenziale il ricordo di Guglielmina Scagliotti e quasi espressionista l’opera di Isabella Schiavon, mentre Rosa Sciarabba descrive la raffinatezza di una giovane donna e termina Bianca Spriano con una visione classica di un mondo senza preconcetti.

Nel catalogo viene raffigurata in copertina l’immagine di “moneta da venti centesimi” di Leonardo Bistolfi del 1908 del quale il calco di prova fatto nel 1907 si trova nel Museo Civico per il bozzetto il maestro casalese ritrasse una bella contadina del biellese sul retro il ritratto di Sibilla Aleramo che rende questa moneta una delle più belle del regno d’Italia. La mostra prosegue sino al 27 giugno, sabato e domenica 10/13 15/19.

Piergiorgio Panelli

Foto Luigi Angelino