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Carteggio Leonardo Bistolfi Costanza e Giuseppe Serralunga
A cura di Anna Maria Bardazza Serralunga e di Francesco Tempia Maccia
È stato appena pubblicato, a cura di Anna Maria Bardazza Serralunga e di Francesco Tempia Maccia, il «Carteggio Leonardo Bistolfi Costanza e Giuseppe Serralunga (1915-1922)», su progetto grafico e impaginazione di Fabrizio Lava, per l’editrice biellese E20Progetti. I
l libro documenta le fasi di progettazione e realizzazione della Cappella di famiglia nel bosco sul pendio sovrastante il monumentale Cimitero del Santuario di Oropa (foto)
La morte di Eugenia Serralunga (1875-1905), la giovane sposa del magistrato Luigi Savinelli (1871- 1944) e figlia dell’on. Giovan Battista Serralunga (1843- 1915) e di Costanza Borello (1854-1931), lasciò costernata la famiglia, che affidò all’ingegnere vigevanese Ferdinando Cocito (1854-1936) il progetto della Cappella funeraria e a Leonardo Bistolfi, su suggerimento del marito, la realizzazione del monumento sepolcrale in memoria di Eugenia.
L’opera in marmo bianco, intitolata «La Resurrezione», reca nel viso le fattezze della defunta, di cui la Gipsoteca di Casale conserva il bozzetto della testa. La cappella e l’opera erano già ultimate nel 1908, quando lo scultore casalese terminò il parapetto con fregio figurativo. Nel 1915, dopo la scomparsa dell’on. Serralunga, padre di Eugenia, venne richiesto a Bistolfi di scolpire un secondo monumento funebre, di cui resta il bozzetto in gesso, esposto nella Pinacoteca Divisionismo di Tortona. Ma l’esecuzione dell’opera, a causa degli eventi bellici e di altri inconvenienti, subì pesanti ritardi nella consegna del marmo, testimoniati dal fitto carteggio delle lettere inviate dallo scultore simbolista ai committenti: Costanza e Giuseppe Serraluna, rispettivamente moglie e figlio di Giovanni Battista. Finalmente nell'anno 1922 il monumento in marmo bianco intitolato «La Famiglia» venne trasportato nella Cappella Serralunga nel Cimitero del Santuario di Oropa, con i due gruppi marmorei, posti uno di fronte all’altro, a perenne memoria e ricercata custodia dei due amati membri della famiglia.
Dionigi Roggero






