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Novelli: personale record

Cinquecento opere al castello

 

 Alle sale (Chagall) del secondo piano del Castellosi ammira la personale dell’artista casalese Paolo Novelli dal titolo “Paolo Novelli opere 2020-2026”. La vernice è stata inaugurata sabato dal sindaco Emanuele Capra dalla consigliere comunale Francesca Di Bernardo e dello stesso Novelli che ha letto una sua simpatica autopresentazione tra l’ironico ed il profondo, dove ha descritto il suo percorso di vita artistica in sintesi.

Sicuramente fra le personali allestite al castello questa ha il record delle opere ben 500, ma con un allestimento razionale ed efficace come se proseguissero una dentro l’altra all’infinito.

Paolo Novelli fin dagli esordi artistici nei primi anni Ottanta ha sempre cercato un proprio linguaggio visivo e l’ha trovato creando con grande qualità stilistica, una contaminazione nel raccontare in chiave onirica una propria etica di bellezza, di gioia visiva che poteva come dice lui stesso (compensare) una visione pessimistica del mondo e della vita e forse anche dei sentimenti. La sua visione surreale la possiamo definire un surrealismo filosofico che riflette con profonda ironia e perspicacia sui grandi temi del mondo, l’amore, la natura, la spiritualità, proponendone uno alternativo dove ogni persona, ogni, essere ha una sua luce un suo ruolo positivo nell’iconografia fantastica di favole infinite, contaminate da una cultura occidentale ma anche orientale giapponese.

Se lo paragoniamo al contemporaneo Nipponico Yosuke Ueno troviamo una sintonia nei loro linguaggi dove draghi buoni vengono cavalcati da personaggi senza età in un paradiso idillico. Proprio questo Eden che Novelli non trova nel suo contemporaneo lo reinventa nelle sue opere in questa mostra con opere su carta, ricostruendo storie fantastiche o volendo far rivivere ai suoi personaggi puri e buoni, molte volte bambini o animali umanizzati, dallo sguardo fermo nel tempo con grandi occhi volutamente esagerati per accentuare anche una visione spirituale gioiosa della nostra tradizione etico-cattolica o racconti Zen.

Nascono cosi giardini etici dove umani , fiori, animali, danzano in un vortice esistenziale promosso da una luce forse divina positiva. Negli ultimi lavori nasce un esigenza segnica a prima lettura astratta ma se ci avviciniamo alla segnica mai interrotta come se fosse un vortice compulsivo notiamo un simbolismo atavico in quei segni, una sequenza di architetture antiche e contemporanee come se l’artista fosse a nome dell’umanità alla ricerca di costruire una nuova estetica abitabile per un umanità disperata e attenta solo alla superficialità delle cose mentre il suo messaggio è sempre scritto con la luce sopra il buio dell’infinito.

La grande mostra prosegue sino al 3 maggio nei festivi sabato e domenica con orari 10/13 , 15/19

Piegiorgio Panelli

FOTO. Sabato alla inaugurazione (f. ellea)