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"I colori che non ho detto" nel torrione del Castello
Da sabato al Castello omaggio all’artista casalese Pietro Perrera a cura di Iris Devasini
Pietro Maurizio Perrera nasce a Grotte (AG) il 7 gennaio 1956, cresce a Casale Monferrato dove ha vissuto ed operato per molti anni, sino a rifugiarsi spesso, negli ultimi anni, nella campagna monferrina in frazione Sanico di Alfiano Natta, in uno spazio che interpreta come casa rifugio e studio, muore il 17 gennaio 2022 nell'appartamento di Casale Monferrato.
Si dedica alla pittura sin dagli anni settanta da autodidatta, con un linguaggio personale dalle influenze neo Pop, legato all’ironia e con cromatismi squillanti. Dopo alcune mostre collettive pubbliche giovanili a Casale Monferrato, nel 1990 diventa uno dei fondatori dell’associazione artistica ARCA (Artisti Casalesi), realizzando molte mostre tematiche di rilievo, fra le quali «Fusioni cromatiche» nei Chiostri di Via Garibaldi in Torino. Dopo l’esperienza del gruppo ARCA, verrà coinvolto da qualitative frequentazioni culturali e da alcune gallerie importanti come ad Ozzano quella di Franco Soffiantino, che divenne poi un dei maggiori galleristi ed organizzatori di eventi visivi nazionali e con cui strinse una solida amicizia che lo portò a visitare e conoscere mostre e fiere di livello Internazionale.
Negli anni '90 espone in una serie di biennali d’avanguardia, organizzate ad Alessandria con il gruppo Firpo. Lasciata la bidimensione si dedica alla costruzione di un suo linguaggio installativo. In seguito, il suo lavoro evolve e si poetizza cercando materiali poveri recuperati, avvolti da garze e tele, con colori inizialmente opachi per raggiungere poi cromatismi puri, ma sempre con la caratteristica del buco che li attraversa. Questi lavori ebbero successo tra la critica specializzata. Nel 2008 è stato invitato alla Terza Edizione dell'esposizione «La leggerezza della scultura» nel Parco dell'Arte in Cerrina (AL) a cura della nota critica d'arte Giovanna Barbero, organizzata dall’INAC con artisti del calibro di Licata, Celiberti, Rotta Loria, Bonardi ed altri.
Negli ultimi anni, dedicatosi prettamente al territorio, sono molte le sue partecipazioni con vari galleristi, curatori e critici tra cui: Piergiorgio Panelli, Federica Mingozzi, Carlo Pesce, Mariagrazia Dapuzzo ed Iris Devasini.
Proprio con la Devasini, a cui lo lega una sincera amicizia, sono le sue ultime partecipazioni: la collettiva “White in Christmas” al Castello di Casale Monferrato poco prima della pandemia e il progetto “Traghettatori di Sogni” sul Sommo Poeta Dante Alighieri.
Pietro Perrera, oltre all’arte visiva, ha amato anche molto il cinema, partecipando a master class con icone del calibro di Pupi Avati, Giancarlo Giannini, Giovanni Veronesi e Laura Morante, con ruoli come comparsa e figurante a numerosi corti e film, citiamo: Il Gioiellino, Infelici e Contenti, Un posto sicuro, Il diversivo, L'originale, ZONA Gialla ecc.
Nel teatro, sperimenta soprattutto con il Teatro della Nebbia, come allievo ed amico del maestro Fabio Fazi e con altre compagnie territoriali.
Appassionato anche di auto ne possedeva parecchie ma la sua Porche Gialla, era certamente il mezzo che prediligeva e con cui veniva spesso identificato.






