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"I colori che non ho detto" nel torrione del Castello

Da sabato al Castello omaggio all’artista casalese Pietro Perrera a cura di Iris Devasini
Dal 1° al 16 ottobre, nel Torrione di Nord Est del Castello del Monferrato, ecco la Mostra promossa dalla Consulta Cultura del Comune di Casale Monferrato "I colori che non ho detto", omaggio all’artista casalese Pietro Perrera, recentemente scomparso.
 
La mostra è interamente curata dall’amica artista e poetessa Iris Devasini, incaricata dalla famiglia del Perrera, di raccontare il suo percorso artistico attraverso opere, e contenuti multimediali.
 
L’inaugurazione è prevista per sabato 1° ottobre alle ore 11, con la presenza dell’assessore alla cultura Gigliola Fracchia, dei membri della Consulta Cultura  presieduta da Marco Garione, con il contributo dei critici Piergiorgio Panelli e Federica Mingozzi, del gallerista Franco Soffiantino, di Fabio Fazi per il Teatro della Nebbia e della stessa curatrice Iris Devasini
 
 
BREVI CONSIDERAZIONI DELLA CURATRICE
 
In ambito artistico, le personalità che incontri sono molteplici e sovente con un ego importante che pretende spazio per esprimersi, l’ amico Pietro Perrera invece, se ne stava sempre in fondo senza avanzare richiesta alcuna. Schivo e taciturno, caratteristiche che lasciavano erroneamente immaginare una personalità tormentata, aveva in realtà tratti di sagace ironia, che sorprendevano come le sue opere dall'impatto giocoso e/o provocatorio ed è proprio attraverso il linguaggio artistico, che riusciva a comunicare più facilmente. 
 
Le sue opere dalle tinte accese, dagli improbabili assemblaggi, filtrate da fori e passaggi che t'invitano ad attraversarle, hanno l'essenza dell'infanzia, in cui la spontaneità e la purezza d'animo s'esprimono senza filtri in totale libertà, inondando tutto di gioia e di vita, trasformando le brutture dell’esistenza, in un mondo fantastico in cui rifugiarsi.
 
Come curatrice, ho voluto che ogni dettaglio riconducesse alla sua personalità artistica ed umana, come ad esempio il titolo "I colori che non ho detto", che racchiude in sé il profondo significato di quel suo bisogno di parlare tramite l'utilizzo delle forme e soprattutto del colore, lasciandoci così in sospensione ad immaginare ciò che ha voluto esprimerci e ciò che ancora avrebbe voluto comunicare in futuro, se gli fosse stato concesso altro tempo.
 
BIOGRAFIA

Pietro Maurizio Perrera nasce  a Grotte (AG) il 7 gennaio 1956, cresce a Casale Monferrato dove ha vissuto ed operato per molti anni, sino a rifugiarsi spesso, negli ultimi anni, nella campagna monferrina in frazione Sanico di Alfiano Natta, in uno spazio che interpreta come casa rifugio e studio, muore il 17 gennaio 2022  nell'appartamento di Casale Monferrato.

Si dedica alla pittura sin dagli anni settanta  da autodidatta, con un linguaggio personale dalle influenze neo Pop, legato all’ironia e  con cromatismi squillanti. Dopo alcune mostre collettive pubbliche giovanili a Casale Monferrato, nel 1990 diventa uno dei fondatori dell’associazione artistica ARCA (Artisti Casalesi), realizzando molte mostre tematiche di rilievo, fra  le quali  «Fusioni cromatiche» nei Chiostri di Via Garibaldi in Torino. Dopo l’esperienza del gruppo ARCA, verrà coinvolto da qualitative frequentazioni culturali e da alcune gallerie importanti come ad Ozzano quella di Franco Soffiantino, che divenne poi un dei maggiori galleristi ed organizzatori di eventi visivi nazionali e con cui strinse una solida amicizia che lo portò a visitare e conoscere mostre e fiere di livello Internazionale.

Negli anni '90 espone in una serie di biennali d’avanguardia, organizzate ad Alessandria con il gruppo Firpo. Lasciata la bidimensione si dedica alla costruzione di un suo linguaggio installativo. In seguito, il suo lavoro evolve e si poetizza cercando materiali poveri recuperati, avvolti da garze e tele, con colori inizialmente opachi per raggiungere poi cromatismi puri, ma sempre con la caratteristica del buco che li attraversa. Questi lavori ebbero successo tra la critica specializzata. Nel 2008  è stato invitato alla Terza Edizione dell'esposizione «La leggerezza della scultura» nel Parco dell'Arte in Cerrina (AL) a cura della nota critica d'arte Giovanna Barbero, organizzata dall’INAC con artisti del calibro di Licata, Celiberti, Rotta Loria, Bonardi ed altri. 

Negli ultimi anni, dedicatosi prettamente al territorio, sono  molte le sue partecipazioni con vari galleristi, curatori e critici tra cui: Piergiorgio Panelli, Federica Mingozzi, Carlo Pesce, Mariagrazia Dapuzzo ed Iris Devasini. 

Proprio con la Devasini, a cui lo lega una sincera amicizia, sono le sue ultime partecipazioni: la collettiva “White in Christmas” al Castello di Casale Monferrato poco prima della pandemia e il progetto  “Traghettatori di Sogni” sul Sommo Poeta Dante Alighieri. 

Pietro Perrera, oltre all’arte visiva, ha amato anche molto il cinema, partecipando a master class con icone del calibro di Pupi Avati, Giancarlo Giannini, Giovanni Veronesi e Laura Morante, con ruoli come comparsa e figurante a numerosi corti e film, citiamo: Il Gioiellino, Infelici e Contenti, Un posto sicuro, Il diversivo, L'originale, ZONA Gialla ecc. 

Nel teatro, sperimenta soprattutto con il Teatro della Nebbia, come allievo ed amico del maestro Fabio Fazi e con altre compagnie territoriali. 

Appassionato anche di auto ne possedeva parecchie ma la sua Porche Gialla, era certamente il mezzo che prediligeva e con cui veniva spesso identificato.