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Il lungo fine settimana del Jazz

“Il Jazz è espressione di libertà e libertà di espressione”, lo ripete continuamente Ima Ganora, direttrice dell'Accademia Le Muse, infaticabile organizzatrice di questo primo Monfrà Jazz Festival saltando da un palco all' altro, da un locale all'altro. Lo ripetono i tanti ragazzi in maglietta gialla che sono venuti a dare una mano a questo Festival, perchè per seguire 40 concerti e 101 artisti ci vuole un bel po' di aiuto, lo ripetono i musicisti dal palco, intervistati dalla spigliata presentatrice ufficiale Genny Notarini, ma soprattutto è qualcosa che percepisce il tantissimo pubblico che ha affollato ogni singolo appuntamento proposto dalla manifestazione. E manca ancora un fine settimana alla fine del festival. 

 

E' una frase che riassume bene lo spirito del festival: non solo un concentrato di concerti, ma soprattutto una festa, lunghissima, un never-ending party, di 72 ore, dove la bellezza nasce dagli incontri e dal rapporto tra persone diverse, nella musica come nella vita. Se poi tra le persone c'è anche un bicchiere di vino la cosa riesce persino meglio.  

 

Se dovessimo identificare il momento più vicino a questo spirito nel secondo weekend del festival, sceglieremmo le note di “Spain” di Chick Corea trasportate sul Po nel concerto che ha salutato l'alba di domenica all'imbarcadero del fiume a Casale. Gli organizzatori  hanno pensato a questo concerto alle 7 del mattino, con colazione incorporata, come ad un esperimento che dopo una serata di jam session avrebbe raccolto solo qualche irriducibile. Sono venute 70 persone, consapevoli di assistere ad un momento magico, con la musica che si spandeva nel silenzio lungo il fiume in un’acustica perfetta, mentre il trio di Davide Calvi inanellava dolci classici come “Over the rainbow” o tanghi di Piazzolla. E non è mancato l'aspetto enogastronomico che vuole essere evidenziato dal Festival: gli Amici del Po hanno distribuito pane, salame e Barbera per un'autentica colazione monferrina.

 

Un altro esempio di questo festival divenuto festa è nelle jam session night al termine delle tre serate.  Alla birreria Monfrà, venerdì e domenica, e all'Operetta sabato, il momento in cui si è più concretizzata l'idea del direttore artistico Giorgio Allara di una manifestazione con un mix di grandi nomi internazionali, ottimi artisti dalla zona....

LE PROSSIME

Sabato 30 giugno, ore 19.00, al Parco di Villa Poggio – MelaGodo (a Terruggia) si esibisce Laura Perilli 4et, cantante dalla voce raffinata che propone una serie di classici. Domenica 1 luglio alle ore 18.00 la scenografia diventa addirittura un bosco: quello dell'Eremo di Odalengo Grande dove si esibirà Stefano Calcagno Swing 4et con un repertorio che il trombonista dedica alla grande musica americana degli anni '40 e '50.  Fabio Olivero, sindaco di Odalengo Grande e presidente di Unità Comuni Valcerrina racconta così le suggestioni di questo luogo. “Poco a sud dell’abitato di Odalengo Grande sul colle di Moncucco sorgeva un romitorio. In epoca settecentesca sul colle è stata edificata una chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, di cui il romitorio è divenuto l’abside. In breve tempo la chiesa è divenuta punto di riferimento anche per i paesi vicini. Purtroppo la chiesa da anni è stata inglobata nel bosco che ricopre il monte di Moncucco. Nonostante questo, il luogo ha ancora un elevato valore simbolico per noi e vorremmo ridargli vita. In quest’ottica è maturata l’idea un po’ folle di organizzare lì, all’interno del bosco che ha preso il posto del sagrato della chiesa, una tappa del MonJF. Si tratterà di un primo ma ambizioso passo per la riscoperta di questo luogo e magari di molti altri luoghi del Monferrato che come questo fanno parte della nostra storia ma che rischiano di essere dimenticati”. 

a.a.

LUNGO SERVIZIO E FOTO SUL GIORNALE DI DOMANI

FOTO. Serafina Carpari domenica alle 20 al San Carlo (foto Luigi Angelino)