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Di versi vivo, silloge poetica di Claudio Lavagna

Domenica 18 ottobre a Terruggia

 

Domenica 18 ottobre, alle 16, si svolgerà a Terruggia presso la Sala Polifunzionale – Biblioteca Civica (Via Prato, n. 10) la presentazione della silloge poetica di Claudio Lavagna, Di versi vivo(Sisifo Edizioni di Alessandria).

Un volume importante, di 284 pagine, che raduna 222 componimenti poetici scritti dall’Autore tra il 1982 e il 1987. Il benvenuto all’evento poetico vedrà la partecipazione di Maria Luisa Musso, Sindaco di Terruggia.

Con Lavagna, nato a Casale Monferrato nel 1960, saranno presenti gli editori di Sisifo Edizioni, rappresentati dal direttore Massimo Taggiasco e da Simonetta Gorsegno. Con loro interverrà l’autore della prefazione al libro di Lavagna, Roberto Coaloa (storico, critico letterario, Professore all’Università di Paris IV Sorbonne). La lettura dei versi del volume è affidata a Fausta Debernardi, mentre Maria Chiara Rossi dialogherà con Lavagna.

Coaloa sintetizza il suo intervento con queste parole: «Il poeta distilla potenti parole e affronta il viaggio, che può essere anche quello interiore, con coraggiosa ostinazione. Ritroviamo, nei versi di Lavagna, la storia di una vita originale, oserei dire, e, infine, dopo un’attenta lettura dei versi composti da un ragazzo, tra i ventidue e i ventisette anni, sempre à la recherche di poesie anche tra le crepuscolari strade di Berlino, lo ammiriamo. Si parte dal greto alluvionale di Gravellona Toce. Siamo in Piemonte, ai confini con la Lombardia, poco lontano dagli spazi alpini della Svizzera. È il 30 marzo 1982. Nasce la prima poesia di questa straordinaria raccolta. Questi i versi iniziali: In questa notte insonne / senza stelle / i versi di Verlaine / mi tengono compagnia. C’è un incrocio abbastanza desueto di echi e suggestioni: dai tardoromantici, ai “maledetti” Verlaine-Corbière-Rimbaud-Mallarmé, fino a Iginio Ugo Tarchetti. Da Gravellona Toce, dal lago, il giovane poeta scopre, nell’estate del 1982, Corfù, Atene, Salonicco, e Istanbul, “Atlantide d’Oriente”. Il poeta distilla le parole: essenziali, evocatrici, esoteriche. La scelta è impeccabile: Vivo in versi, / di versi vivo. Questo è un distico del poeta, nella raccolta occupa il numero 31. Scritto a Gravellona Toce il 14 ottobre 1983. Scorrono gli anni, aumentano i viaggi, le riflessioni del poeta sulla storia, sulla rivolta, sul tema della fatale ostinazione dei poeti. Il viaggio diventa vertigine di scoperta, vagabondaggio anche. Nelle poesie composte tra India e America, prorompe la trionfante espansione d’una vitalità che non ammette barriere di sorta. Poesie vicine a The Fall of America di Allen Ginsberg (fondamentale nel noviziato poetico di Lavagna, accanto ai testi di Burroughs, Ferlinghetti, Corso e Kerouac)».

L’ingresso è libero e seguirà un rinfresco e un brindisi finale (in collaborazione con la pasticceria artigianale Chilò di Casale Monferrato). Ricordiamo, infine, che la Sala Polifunzionale – Biblioteca Civica di Terruggia è aperta, grazie all’ausilio prezioso di Maria Chiara Rossi e a Luigina Genovese, il martedì, dalle 9.30 alle 12.30, e il giovedì, dalle 15.30 alle 18.30. Una piccola-grande biblioteca, ricca di novità editoriali, con una particolare sensibilità ai temi della sostenibilità ambientale.