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Restauri: San Salvatore scelta dal FAI
La torre paletnologa tra i venti selezionati nazionali
Tra il 2024 e il 2025 oltre due milioni di persone hanno votato i propri Luoghi del Cuore del FAI perché non venissero dimenticati. Oggi il FAI, insieme a Intesa Sanpaolo, annuncia i vincitori del bando 2025: 20 progetti - 15 di restauro, 5 di valorizzazione culturale - che sosterranno altrettanti Luoghi del Cuore e che promettono di portare impatti concreti sul territorio, soprattutto nelle aree interne e periferiche
Tra i venti tre sono in Piemonte e tra i tre la Torre Paleologa che sorge isolata su un colle che domina il paese di San Salvatore Monferrato: è al secondo posto nell'elenco FAI con un contributo di 45 mila euro.
La Torre Paleologa ha una peculiarità: l’enorme buco su una delle sue facciate, una volta accesso alla torre.... Costruita nel Quattrocento come struttura di avvistamento e rappresentanza, la torre faceva parte di un articolato sistema difensivo e di comunicazione visiva che collegava tra loro numerosi presidi del territorio. Alta oltre 24 metri, realizzata in laterizio a vista e caratterizzata da murature possenti, è un esempio di architettura militare caratteristico del territorio – una “sorella” è la non lontana torre di Masio - testimonianza storica del dominio dei Paleologi, famiglia di origine bizantina che governò il Marchesato del Monferrato tra XIII e XVI secolo. Accanto alla torre sorge la cosiddetta “torretta”, in realtà una cisterna per la raccolta delle acque meteoriche, elemento essenziale per l’autosufficienza del complesso. Originariamente la cisterna era interrata e la torre aveva un aspetto più basso e massiccio rispetto a quello attuale. Il grande buco su uno dei lati corrisponde all’antico varco di ingresso alla struttura, oggi a circa sette metri di altezza sul lato rivolto verso Alessandria. Nel 1859, durante il Risorgimento italiano, la torre tornò a svolgere una funzione strategica come osservatorio e sede di un telegrafo ottico utilizzato dallo Stato Maggiore sabaudo; dalla sua sommità Vittorio Emanuele II osservò le manovre delle truppe austriache all’inizio della Seconda Guerra d’Indipendenza.
Nel corso dei secoli il monumento ha subito danni e trasformazioni, ma ha mantenuto intatta la sua forza simbolica, oltre a connotare l’identità paesaggistica di San Salvatore e di concerto del Monferrato. Citazione per il gran lavoro del sindaco Corrado Tagliabue nella raccolta voti pro-torre ai Luoghi del cuore FAI (ne aveva fatto anche una piccola riproduzione alla mostra di San Giuseppe di Casale immortalando chi vi saliva...); poi aveva presentato un progetto stralcio di restauro molto pratico.
l.a.






