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Svolta nel caso Spiotta
L'esposto dell'avvocato casalese Favretto - Individuato il terrorista con la Cagol
Il 18 novembre 2021 l’avvocato casalese Sergio Favretto presentava alla Procura di Torino un esposto a nome di Bruno D’Alfonso figlio del carabiniere abruzzese (di Penne) Giovanni D’Alfonso, che perse la vita a 44 anni in uno scontro a fuoco alla cascina Spiotta di Acqui nel giugno 1975.
Un’operazione in cui venne liberato l'’industriale Vallarino Gancia, rapito dalle Brigate Rosse e in cui perse la vita anche Mara Cagol, compagna di Renato Curcio.
Nell’esposto si chiedeva chiarezza, non si era mai saputo ad esempio chi era il Brigatista che riuscì a fuggire dopo lo scontro.
Indagini complesse rilanciate lo scorso mese dall’annuncio che Curcio, convocato in veste di testimone assistito - come almeno una decina di ex brigatisti prima di lui - era stato formalmente indagato per concorso nell’omicidio del carabiniere D’Alfonso. Alla cascina Spiotta il fondatore delle Br non c’era ma secondo gli inquirenti era una “figura apicale” delle Br e organizzò e pianificò nei dettagli il sequestro di Gancia.
Ora un altro colpo di scena, riassumiamo un titolo di un quotidiano: “ 'Era Azzolini il terrorista con Mara Cagol'. Svolta sul sequestro Gancia 48 anni dopo”. Il 9 maggio alle 9,15 è convocata una camera di consiglio davanti al Gip torinese Anna Mascolo nel corso della quale i PM chiederanno di revocare una precedente sentenza di proscioglimento e riaprire il fascicolo nei confronti di Azzolini sul quale ci sarebbero, dicono i giornali, riferimenti chiari sulla sua presenza alla Spiotta.






