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XXVII° Giornata Europea della Cultura Ebraica
Il 6 settembre tra musei e archivi di vicolo Salomone Olper
Il 6 settembre si celebra la XXVII° Giornata Europea della Cultura Ebraica e la piccola Comunità Ebraica di Casale Monferrato, tra le prime realtà ad aderire a questa iniziativa già nel 1999, si appresta a interpretare in modo davvero particolare il tema scelto per il 2026: l’amore.
Lo farà attraverso le opere custodite tra musei e archivi di vicolo Salomone Olper, e gestiti dalla Fondazione Casale Ebraica ETS, ma soprattutto con un oggetto significativo per la storia dell’ebraismo piemontese.
La giornata inizierà alle 10.30 con il saluto delle istituzioni e l’inaugurazione della mostra “Le Ketuboth dell’Archivio della Comunità Ebraica Casale Monferrato” che espone gli antichi contratti nuziali (Ketuboth) custoditi nell’Archivio della Comunità con il commento dall’Archivista Michele Castelli.
La sorpresa arriva subito dopo con il ritorno al Museo degli Argenti di Casale, dopo un elaborato restauro, del prezioso abito da sposa di Annetta Treves Levi. Annetta, madre del medico, scrittore e pittore Carlo Levi, lo indossò nel 1897, alla sinagoga di Torino per sposarsi con Ercole Raffaele Levi, lei aveva 22 anni, lui 27, entrambi torinesi, facevano parte della borghesia ebraica “illuminata” e colta della città: Annetta era infatti sorella di Claudio Treves, direttore de L’Avanti! e uno dei leader storici del Partito Socialista Italiano; Ercole era un agiato e colto commerciante. Alla giovane coppia nasceva una prima figlia, Luisa, poi psichiatra, seguita dopo due anni da Carlo e due anni dopo da Riccardo, ingegnere, e infine Adele detta Lelle, anche lei pittrice. Genitori e figli furono sempre molto legati gli uni agli altri, vivendo spesso insieme anche da adulti, in particolare nella villa di Alassio, arroccata sulla collina ligure. Qui alcune stanze sono affrescate da Ercole, una al piano terra ricorda la vigna. La collina, con la sua rigogliosa natura mediterranea, divenne il soggetto prescelto per i quadri di Carlo con alberi di carrubo quasi umani, di Lelle e negli anni dei nipoti Stefano, figlio di Riccardo, e Guido, figlio di Lelle.
L’abito giunse a Casale seguendo un po’ le vicende famigliari e un po’ l’amore per l’arte. Lelle sposa Edoardo (Dino) Sacerdoti e si trasferisce a Napoli. Ha tre figli Guido, Franco e Paola. Molti anni dopo la scomparsa della madre Lelle, Guido vuota un vecchio cassettone di famiglia e trova l’abito. Sa che è l’abito da sposa della nonna Annetta. Lo mostra a sua cugina Annie Sacerdoti, che si occupa di patrimonio artistico ebraico. Da lì nasce l’idea di donarlo al museo di Casale Monferrato in ricordo della famiglia materna così legata al Piemonte.
L’abito è ammirato dalle migliaia di visitatori che arrivano al museo casalese ogni anno: è un capo prezioso, realizzato in raso di seta avorio, con un bustino interno steccato e foderato dello stesso materiale. Ai polsi rouches in chiffon, mentre l’orlo interno è una balza in merletto. Ma gli anni hanno inciso: prima del restauro presentava importanti lacerazioni sul corpetto e segni di consunzione. Il laboratorio di restauro di manufatti tessili di Agata La Spina di Torino con la collaborazione della restauratrice Tiziana Assogna, lo ha riportato allo splendore di oltre un secolo fa con interventi di consolidamento e pulitura usando diverse tecniche e materiali coerenti con quelli originali.
Ora l’abito ritorna al Museo casalese e in tutta la sua bellezza può essere esposto sotto la Chuppah (baldacchino) nella sezione del Museo degli Argenti dedicata alle festività ebraiche. A presentarlo ci saranno Daria Carmi presidente della Comunità Ebraica di Casale, Annie Sacerdoti, Bianca Gabei e Tiziana Assogna.
La presenza di Bianca Gabei sarà particolarmente significativa perché il restauro dell’abito è avvenuto grazie ad una importante donazione ricevuta dalla Fondazione Casale Ebraica ETS in ricordo del compianto Notaio Roberto Gabei che della Fondazione è stato a lungo illuminato Presidente.
Daria Carmi, Presidente della Comunità Ebraica di Casale riassume così tutti i significati dell’evento: “La Giornata Europea della Cultura Ebraica assume nel 2026 un valore simbolico unico e il tema scelto, l’Amore, è una chiave di ingresso nella cultura ebraica -capace di svelarne aspetti peculiari- ma è anche uno strumento di costruzione del futuro: un futuro all’insegna della crescita e realizzazione umana di tutte e di tutti all’interno di una società democratica e di pace, condizione di partenza perché ognuno possa esprimersi pienamente e liberamente nel totale rispetto delle differenze. Questo valore è insito nella Storia ed è con uno sguardo al passato, questa volta recente, che dedichiamo la giornata non solo al ricordo di Roberto Gabei, ma alla continuità del suo operato che si manifesta ancora oggi”.
La giornata della Cultura ebraica a Casale si concluderà poi in musica, alle 16.00, con il terzo concerto della rassegna Musica nel Complesso Ebraico e i violinisti Alberto Bologni e Cristina Papini.
L’ingresso alle attività è libero.
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FOTO. Abito da sposa di Annetta Treves Levi dopo il restauro
Infoline 0142 71807 - www.casalebraica.org






