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Antonio Gramsci, una vita per la verità

Il racconto di Angelo D’Orsi a Camagna

  Due ore di racconto ininterrotto, tra storia, politica e vicende umane, hanno tenuto il pubblico con il fiato sospeso venerdì sera sotto i portici del Palazzo comunale di Camagna, dove Angelo D’Orsi ha presentato la figura di Antonio Gramsci. La biografia, la monumentale opera destinata a diventare un punto di riferimento negli studi sul più importante intellettuale italiano del Novecento.

Già professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, fondatore e direttore delle riviste Historia Magistra e Gramsciana, D’Orsi ha condensato decenni di studi in una narrazione capace di intrecciare la vicenda personale di Antonio Gramsci con la storia d’Italia e dell’Europa, dalla Sardegna di fine Ottocento alla Torino operaia, da Mosca e Vienna fino alla lunga prigionia fascista.

Più ancora della figura del teorico politico, è emerso il ritratto profondamente umano di un uomo segnato dalla sofferenza. D’Orsi ha ricordato l’infanzia del piccolo Antonio, colpito dal morbo di Pott – la stessa malattia che afflisse Giacomo Leopardi – e sottoposto a cure oggi impensabili, fino a essere sospeso per le caviglie dentro una rudimentale struttura di legno nella speranza di correggerne la deformità. Una vita difficile, aggravata dall’arresto del padre per peculato, evento che fece precipitare la famiglia nella povertà e incrinò profondamente il rapporto tra Antonio e il genitore.

Tra i fili conduttori della conferenza è emerso il tema della verità. Da bambino, Gramsci scoprì che gli era stata nascosta la reale ragione della detenzione del padre; anni dopo, dal carcere, seppe che ai suoi figli era taciuto il motivo della propria prigionia. Una scelta che non riuscì mai ad accettare: «Ai bambini la verità va sempre detta», scrisse in una durissima lettera alla moglie Giulia. Per D’Orsi, questa tensione morale accompagnerà l’intera esistenza del pensatore sardo.

Fondamentali, nella sua vicenda, le figure di Tatiana Schucht, l’amatissima “Tania”, e dell’economista Piero Sraffa, definiti i due "angeli custodi" che, con dedizione e discrezione, sostennero Gramsci durante gli anni della detenzione.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli anni torinesi, forse i più decisivi della sua formazione. Arrivato nel capoluogo piemontese povero, malato e senza alcuna rete familiare, Gramsci conobbe la fame, la solitudine e perfino gli svenimenti durante gli studi universitari. Fu, però, proprio a Torino che maturò il suo incontro con il movimento operaio, scegliendo di conoscere gli operai «come uomini di carne e ossa», entrando nelle loro case e facendo della cultura non un semplice accumulo di nozioni, ma uno strumento di emancipazione e di coscienza critica.

Da quel percorso nacque una convinzione che non lo avrebbe più abbandonato. Ancora adolescente, in un tema scolastico intitolato Oppressi o oppressori, Gramsci scrisse di voler stare sempre dalla parte degli oppressi: una dichiarazione di principio che D’Orsi ha indicato come la chiave di lettura della sua intera esistenza.

La biografia getta nuova luce anche sugli ultimi giorni del pensatore. D’Orsi ha ricordato come il decreto di libertà gli fosse stato notificato il 25 aprile 1937, appena due giorni prima della morte, avvenuta alla clinica Quisisana di Roma il 27 aprile. Il regime fascista arrivò persino a ritardarne la cremazione, temendo che un funerale celebrato il Primo Maggio potesse trasformarsi in una manifestazione politica. Oggi Gramsci riposa nel Cimitero Acattolico di Roma, accanto alla Piramide Cestia.

«Gramsci ci insegna a partire sempre dal locale», ha concluso D’Orsi. «Da ciò che incontriamo ogni giorno, nelle nostre comunità, per comprendere il mondo». Un messaggio che il numeroso pubblico di Camagna ha accolto con un lungo applauso, confermando quanto il pensiero gramsciano continui ancora oggi a parlare al presente.

L’incontro, organizzato dalla sezione ANPI di Camagna Monferrato, ha confermato la volontà dell’associazione di promuovere occasioni di approfondimento storico e culturale aperte alla cittadinanza. Proprio nel corso della serata è stato annunciato il prossimo appuntamento del calendario estivo: sabato 25 luglio, a partire dalle 17:30, saranno presentati i Quaderni dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria (ISRAL). A seguire si terrà la tradizionale Pastasciutta Antifascista, giunta quest’anno alla settima edizione, appuntamento ormai consolidato della comunità camagnese.

 

Luca Beccaria