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Morini day: una bella storia
di Aldo Timossi -
Al “porto” sul Po di Morano, territorio di Coniolo che sta sull’altra sponda (retaggio di antiche divisioni feudali), di fianco al centenario pioppo che reggeva la fune del traghetto, c’è l’indicazione di “Via A. Bergami”. Non cittadino illustre, non italiano famoso. Spiega il primo cittadino, Luca Ferrari: “Via Bergami era la sede della vecchia Morini a Bologna”. In effetti, il “porto”, tradizionale luogo di ritrovo per i barcaioli moranesi che vi ormeggiavano i propri “barcè”, ha ospitato fin dagli anni Novanta del secolo scorso il “Morini Day”, raduno internazionale dei centauri legati alle motociclette che Alfonso Morini iniziò a produrre nel 1938 a Bologna, nell’allora Via Malvasia, oggi dedicata dalla figura del partigiano Alfredo Bergami.
Quella strana via in mezzo ai boschi, dovrebbe avere una doppia intitolazione, aggiungendo il nome di un viventissimo Marco Surbone, factotum della manifestazione motoristica fin dalla prima edizione. “Era la fine degli anni ’80 - rammenta - quando insieme agli amici di sempre (Oriano, Mario, Vincenzo e Paolo ) di ritorno da un Morini Treffen in Germania, decidemmo di fondare il “Morini Club Italia” e organizzare un raduno di morinisti. Non avevamo le idee chiare pur volendo far bene le cose, così contattammo il responsabile della FMI che, essendo di Vercelli, ci diede appuntamento in un bar della città. Spiegammo all’interlocutore le nostre idee, i nostri programmi ma, in modo quasi canzonatorio, fummo bloccati da un ”ragazzi, ma con chi volete fare un club Morini?... ma di Morini ne esistono ancora? ...”. L’incontro non superò i 10 minuti, ci alzammo, salutammo garbatamente e tornammo a casa”.
Il giorno successivo, comunque forte della voglia di concretizzare i progetti, il gruppetto si reca da un notaio e definisce lo statuto dell’associazione: il “Morini Club Italia” è realtà. Non solo meccanica e motori, bensì l’impegno a valorizzare un aspetto della cultura ingegneristica italiana. Ora si tratta di dare vita al raduno annuale, ovviamente da farsi a Morano Po. Prima edizione, nel giugno 1990. “Il Monferrato” segue con interesse la manifestazione: “Il raduno motociclistico denominato Morini Day, svoltosi venerdì, sabato e domenica scorsi in località porto di Morano Po, ha riscosso un successo superiore alle aspettative, con un centinaio di iscritti giunti da tutta Europa e una presenza di oltre 250 moto”. Tra gli stranieri il maggior numero di presenze è dei tedeschi, ma sono arrivati anche olandesi, francesi, austriaci e addirittura uno scozzese e due inglesi del Galles che hanno percorso oltre 2500 chilometri, naturalmente in sella a due Morini; prima ad iscriversi una ragazza olandese.
L’iniziativa è accolta con entusiasmo dall’intero paese, dal sindaco Giancarlo Tiozzo alla Pro Loco, dal Bar Sport al confinante Comune di Coniolo, dagli sponsor Laem e Tecnoborse, persino dai pensionati della vicina “casa solare”, incuriositi e che in un modo o nell’altro si fanno partecipi della manifestazione.
Il successo ottenuto già fa parlare di un sicuro inserimento del Morini Day nell’arco delle manifestazioni stabili del Monferrato. In realtà i morinisti non si limitano a conoscere il paese che li ospita, ma effettuano “una gita alla Tenuta Pobietto, per visitare il Museo della civiltà contadina, quindi passano alla Tenuta Vicaria di Quarti di Pontestura per un assaggio dei vini monferrini; alla sera, dopo l’immancabile panissa e la grigliata preparata dalla Pro Loco, i gruppi musicali “La Cumbricula” e “The Brutos” allietano i convenuti con musica e balli”. Già si pensa all’edizione dell’anno successivo, ancora più grande, magari gemellata con il “Morini Treffen” tedesco, nato nel 1981.
Si cresce. Oltre 130 equipaggi prendono parte nel giugno ’99 alla decima edizione. Come ogni anno, i più numerosi sono i motociclisti tedeschi e inglesi, molti arrivati a Morano Po in sella alle loro Morini, altri trasportandole sul carrello come fossero cimeli preziosi. Al tradizionale luogo dell’incontro, nel “porto”, si è aggiunto il più ampio spazio del campo sportivo. Edizione con importanza particolare, per il ritorno in mani di famiglia del prestigioso marchio, rimasto per alcuni anni al Gruppo Castiglioni e successivamente alla Ducati. La Casa è ora proprietà della Franco Morini che – si legge su questo giornale – “ha già pronti un piano di rilancio e alcuni nuovi progetti; alla festa presenzia anche l’amministratore delegato della “Nuova Morini”, Franco Lambertini. Due anni dopo, la kermesse deve trovare ospitalità nella piazza del paese, avendo la disastrosa piena del 2000 devastato la riva del fiume. “I Moranesi accettarono di buon grado di ospitare i motards, e fu dunque una festa del paese che si stava risollevando dalla distruzione dell’alluvione, non solo delle moto” ricorda oggi Migliavacca.
Il ventennale del raduno - 29-30 maggio 2009 – è occasione per presentare i nuovi modelli Morini, a conferma delle nuove prospettive di sviluppo dell’azienda di Casalecchio. Ospite d’eccezione, il proprietario Maurizio Morini, pronipote del fondatore Alfonso. E’ ancora en plein di partecipanti, oltre duecento, per festeggiare i trent’anni, a metà giugno 2019. Nel frattempo il marchio è passato ad un gruppo cinese nei dintorni di Shanghai specializzato in scooter e moto leggere, Zhongeng Vehicle Group. Tra gli intervenuti a Morano, ancora il direttore Lambertini che, insieme ad Angel Lussiana, designer dell’ultima creatura, la “Milano”, illustra i programmi futuri e annuncia in anteprima l’imminente presentazione di una nuova cilindrata 600.
All’alba del 2020, il presidente Surbone conferma il raduno annuale, annunciando anche la festa del trentesimo compleanno. Arriva a tradimento la pandemia, tutto sospeso. Anche per l’anno successivo. Si rinasce nel Giugno 2022, tra l’altro presentando le nuove Morini “Seiemmezzo” (dalla cilindrata, 649 cc, 2cilindri in linea, 4 tempi) e “XCape” (stessa cilindrata, versione adventure) con la presenza dell’ingegner Franco Lambertini (direttore tecnico Morini dal ’72), e l’anteprima del libro “Sempre più forte” di Wim Raeymaekers (quasi 550 pagine, tutta la storia della Casa dal 1937 al passaggio del 2018 nelle mani della cinese Zhongneng Vehicle Group).
Marco Surbone è ora in pista per l’edizione ’23, in calendario per quattro giorni dal 2 Giugno (combinazione, Festa della Repubblica!). E forse già pensa al prossimo anno, per il 35° di fondazione.
aldo timossi






