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Frammenti sparsi di Dionigi Roggero
«Sibilla Aleramo»,
Il romanzo «Una donna» dell’alessandrina Rina Faccio, che ebbe un grande successo in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, venne pubblicato nel 1906 con lo pseudonimo di «Sibilla Aleramo», suggerito da Giovanni Cena, che aveva tratto il cognome Aleramo (da lei assunto come nome nella letteratura e nella vita) dalla celebre poesia «Piemonte» di Carducci. Sposata sedicenne con un figlio, dopo la separazione dal marito-padrone, si legò sentimentalmente a Cena, direttore della rivista «Nuova Antologia».«Monferrina di adozione» per il cognome d’arte del marchese del Monferrato, condusse una vita avventurosa e negli anni della Grande Guerra conobbe il poeta Dino Campana, in cura per una grave malattia, con cui ebbe un intenso e tormentato sodalizio sentimentale e artistico, che lasciò indelebile traccia nel loro celebre epistolario «Un viaggio chiamato amore - Lettere 1916-1918», pubblicato postumo.
La sua lunga esistenza, ricca di avventure sentimentali con molti intellettuali, tra cui Cardarelli, Papini, Boccioni e Quasimodo si spegne nel gennaio 1960 in una clinica romana. Il suo profilo sulla moneta da 20 centesimi è stato utilizzato da Leonardo Bistolfi come simbolo di emancipazione femminile.
Dionigi Roggero






