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Giulio Castagnoli (ed Erika Patrucco)
In mansarda uniti dalla musica
Questa la prima parte del servizio-esce in cartaceo martedì- sugli artisti monferrini e la quarantena
Questa puntata sugli artisti monferrini in quarantena vale doppio, nel senso che avrei potuto scrivere un articolo per ciascuno dei due soggetti di oggi con tutti i vantaggi del caso, ma loro sono stati irremovibili: vogliono stare insieme sulle pagine del Monferrato, così come nella vita e nella musica. Sono Erika Patrucco e Giulio Castagnoli, lei violoncellista, maestra elementare, fondatrice di quella magnifica realtà aggregativa che è l'Opera dei Ragazzi, lui compositore e docente al Conservatorio di Torino. Vivono a Casale in un alloggio pieno di note e il figlio Carlo (14 anni che per il momento suona “per puro diletto”). La storia è così romantica che non c'è neanche da chiedergli come hanno passato il lockdown “Insieme” rispondono all'unisono. Due cuori e una partitura? Scopriamolo
“I primi giorni il problema più grosso è stata fare la spesa poi annullare le prove con i miei coristi e amici musicisti e disdire i concerti - ci confida Erika raccontandoci il suo Lockdown - “Inoltre “insegnare a distanza non è proprio semplice. Si trattava di inventare tutta una nuova didattica e all'inizio è stato faticoso poi, con la collaborazione di alunni e genitori, siamo riusciti a lavorare e a riprendere una “sorta” di scuola. I pochi momenti liberi li ho dedicati alla lettura e alla musica”.
Mentre Erika era in coda al supermercato intenta a dare i compiti su zoom ai suoi studenti, Giulio stava a casa con un pentagramma. La sua quarantena si riassume in un elenco di opere: “Un lavoro per clarinetto solo che prende spunto dalla la Traviata, atto II, “Ed or si scriva...” e poi spronato da questo, ho proseguito con una serie di “giochi” con Domenico Scarlatti composti da un preludio, cinque interludi e un postludio per pianoforte solo. Questo e un secondo lavoro per pianoforte solo ancora in fieri”. Insomma ancora due mesi di lockdown e se ne sarebbe uscito con una sinfonia. Però i grattacapi della didattica distanza hanno colpito pure lui. Come professore di composizione dovevo dedicarmi alle letture dei lavori dei miei studenti e fare le annotazioni del caso: tutto per iscritto e nelle ore della giornata più varie, anche di notte”. Una scelta dettata probabilmente non solo dal fatto che i compositori sono bohemienne, ma anche perchè la condivisione del wifi di casa era al limite, “Oltre alle nostre necessità c’erano quelle di Carlo e dei suoi studi – spiega Erica - all'inizio ci rubavamo internet a vicenda poi abbiamo trovato strategie tecnologiche di sopravvivenza”
Quindi tanto da fare e poca banda larga. Ma la famiglia Castagnoli - Patrucco non va in crisi e non si trasforma in una pizzeria: ha la musica. “Abbiamo trasformato la mansarda in una piccola sala da concerto – rivela Castagnoli - il mio pianoforte è diventato un micro-contesto in cui realizzare il teatro sonoro della mia mente. Qui l'“Haus-musik” (musica da salotto ndr) con Erica e Carlo ha riscaldato molte giornate”.
E adesso che il pubblico potrebbe essere più ampio come se la cavano? “Come insegnante incrocio le dita - dichiara Erica - il primo giorno è stato emozionante rivedere gli alunni, mi mancavano. Le precauzioni sono necessarie, ma a volte mi sento strana a spiegare con la mascherina: l’espressione del volto è necessaria per comunicare, però vedo che gli alunni stanno reagendo bene. Come musicista invece sono triste. Suonare, provare insieme ad altri colleghi è ancora difficilissimo. Cantare in coro ancora di più. Organizzare concerti in ensemble strumentali o corali garantendo qualità e sicurezza un'impresa quasi impossibile. Giulio è più pindarico, ma sulla stessa lunghezza d'onda. “Fare musica è un'impresa prometeica e forse anche un po' meravigliosamente utopica. La nostra professione non può prescindere dal fatto di radunarsi per unificarsi nel canto, nel suono, in uno spazio fisico che attraverso la musica diventa un luogo dello spirito”. Nell'attesa che il mondo torni un posto normale potrete comunque trovarli in mansarda insieme alle loro note..
Erica Patrucco, è figlia del violista e critico musicale Mario Patrucco. Si è diplomata in violoncello sotto la guida di Dario Destefano e Renzo Brancaleon. Ha seguito corsi di perfezionamento presso la Scuola di Musica di Fiesole con Anatoli Nikitin e Jordi Savall. Collabora con numerose compagnie teatrali partecipando come solista a festival, rassegne, programmi radiofonici (RadioTre) e incisioni discografiche (Nuova Fonit Cetra, Rugginenti, L.D.C.). Da vent’anni è molto attiva nel campo della didattica musicale e dal 1995 dirige il Laboratorio di teatro musicale “L’Opera dei Ragazzi” di Casale Monferrato e il Coro Gesher che unisce ragazzi di provenienza culturale differente. Realtà con cui ha collaborato con importanti artisti e compositori in esecuzioni in tutta Italia.
Giulio Castagnoli è bisnipote del compositore e pianista fiorentino Edgardo Del Valle de Paz....
a.a.
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