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Pontestura: stupore e meraviglia

Stupore e meraviglia hanno destato le immagini dell’antico castello di Pontestura, ricostruito virtualmente, per tornare a prendere vita nella suggestione comune, là dove oggi sorge il grande pratone dell’omonima piazza.

La presentazione della ricostruzione virtuale, visibile presso la postazione multimediale della biblioteca comunale, è stata presentata domenica scorsa alla presenza di numerosi pontesturesi e non solo. Da oltre 150 anni in paese non restano che le fondamenta di quella che fu un’importate residenza paleologa che diede i natali a Guglielo e Giovanni Giorgio, maestosa nella sua imponente struttura, strategicamente edificata lungo la via fluviale del Po. Risale infatti anni ’60 del XIX secolo la completa distruzione del castello che, tuttaiva, continua a respirare nella nelle mura della municipalità monferrina. Nel gennaio del 1862, ciò che restava del castello, ovvero mattoni, calcinacci e ciottoli, venne battuto all’asta e acquistato dai pontesturesi per costruire le proprie abitazioni, tutt’oggi esistenti. Tristi le sorti dunque, di quel castello, il cui assetto raggiunto nel tardo Quattrocento, fonda le sue radici entro il 1337.

Per la sua ricostruzione,  il consulente scientifico Enrico Lusso e l’informatico Gabriele Pastè, con il contributo  della Compagnia della Polvere (ideatori del progetto),  hanno attinto da una serie di documenti iconografi e descrittivi, tra cui: una mappa del 1616 (Archivio di Stato di Torino), la veduta dell’assedio datata intorno al 1638 (Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli di Milano»), la dettagliata planimetria raffigurata in un cabreo delle proprietà dei Gozzani di Treville, realizzato tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento (Archivio di Stato di Alessandria), e la veduta del fronte orientale dei pittori Vittorio Amedeo e Angelo Cignaroli della fine del XVIII secolo (Fondazione Accorsi-Ometto di Torino). Altra fonte importante è stato l’inventario del castello stesso datato 1576 e conservato presso l’Archivio di Stato di Torino. “Laddove le fonti non fornivano indicazioni esplicite”, ha precisa Lusso, “si è proceduto su base analogica, prendendo cioè a modello soluzioni costruttive, compositive e distributive ancora riconoscibili in complessi simili a quello di Pontestura per cronologia e destinazione d’uso”. La postazione sarà fruibile durante gli orari di apertura della biblioteca comunale oltre che su prenotazione da parte delle scuole. Oltre al filmato di due minuti e mezzo che virtualmente accompagna i visitatori tra le mura del castello che non c’è più, è stata prodotto una versione interattiva, tipo videogame, in cui il fruitore potrà muoversi intorno e all’interno del castello, seguendo i tempi e i percorsi desiderati. Lungo il percorso si incontreranno diversi punti informazione e, con un semplice click, si potranno leggere approfondimenti storici e caratteristiche dell’edificio. Il progetto è stato sostenuto della Compagnia di San Paolo, i fondi comunali e il contributo del Lions Club Valcerrina. Plausi e consensi sono stati spesi dai presenti, per la soddisfazione della Compagnia della Polvere e del sindaco Franco Berra i quali, tuttavia, continuano ad anelare lo scoprimento di parte delle fondamenta dell’antico castello, ad oggi non autorizzate dalla Sovrintendenza. “Prima o poi ci riusciremo” hanno chiosato, mentre in pentola bollono altre idee, come gli occhiali tridimensionali che consentano la visione del castello camminando nel pratone dove un tempo sorse.

Chiara Cane