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«Uccidete Cavour»

Giorgio Caponetti col suo libro alla Filarmonica

 

Nel tardo pomeriggio di giovedì 14 maggio nel salone d’onore dell’Accademia Filarmonica, la presidente Serena Monina, ha presentato lo scrittore Giorgio Caponetti, tornato a Casale per la presentazione del libro «Uccidete Cavour», appena pubblicato dalla Utet.

L’autore  ha ricostruito le vicende biografiche del «Conte che fece l’Italia», nato a Torino nell’agosto 1810, figlio secondogenito del marchese Michele e della ricchissima marchesa ginevrina Adelaide de Sellon d’Allaman, di religione calvinista. Poi, sfiorando appena l’attività politica, l’abilità finanziaria e l’impegno in campo agricolo del conte, l’autore ha fatto emergere l’anima di Cavour, a partire dal nome, suggerito da Camillo Borghese, marito di Paolina Borghese, sorella di Napoleone, entrambi testimoni di battesimo.

Intervenendo nel racconto, Giorgio Caponetti, che è stato anche regista, diventando egli stesso personaggio, con un sapiente «coup de théâtre», ha saputo creare una dissolvenza incrociata tra la città che gli ha dato i natali e la Torino dell’epoca risorgimentale.

In un vivace dialogo dell’autore con Carlo Buffa di Perrero, considerato il suo Virgilio dantesco, e chi scrive queste note, sono emersi due livelli di analisi: uno ravvicinato (nel testo), e uno più distaccato (nel contesto). La lettura dettagliata del libro unita ad una più ampia visione d’insieme ha fatto emergere luoghi e personaggi: dal Principato di Lucedio, ceduto da Napoleone a Camillo Borghese alla Villa di Leri, dove in un oceano di fango il conte si riparava dalle visite dei seccatori.

E non poteva mancare un richiamo a Carlo Noè, l’ingegnere idraulico originario di Bozzole, che su incarico di Cavour ridisegnò il percorso del Canale Cavour, con lo spostamento dell’edificio di presa da Crescentino a Chivasso, per evitare l’attraversamento dei terreni di proprietà del conte. Il firmacopie del libro che racconta la vita incredibile e la fine che rimane misteriosa (nel libro si suggerisce una autopsia alla ricerca di veleni..., ndr) dell’uomo che ha costruito l’Italia ha concluso una bella iniziativa culturale.

Dionigi Roggero

FOTO. Caponetti alla Filarmonica tra Carlo Buffa di Perrero e Dionigi Roggero (f. ellea)