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Famiglie monferrine a cura di Armano Gozzano (3)
Callori (linea cadetta), a Moncestino a Rosignano ....
Camillo Callori, unico figlio di Carlo e Philippine nato a Moncestino, partecipò alla guerra d'indipendenza e fu esattore delle Imposte Dirette a Parma, Oneglia e Mortara, trasferimenti motivati dalle assegnazioni dell'Amministrazione Fiscale Sabauda.Prima di trasferirsi a Torino dove viveva separato, abitava alla "Cascina Partenga" dei Callori a San Martino di Rosignano con la moglie Vittoria sposata nel 1869, da cui ebbe dieci figli. Vittoria era figlia del medico di Camagna Giuseppe Guasta e Angelica Maria Luparia, sorella dell'avvocato Vincenzo Luparia, fondatore dell' "Ente Morale di Scuola di Agricoltura Pratica Vincenzo Luparia" di San Martino di Rosignano. Camillo fu l'esecutore testamentario della scuola, documento ricevuto dal notaio Carlo Guaschino il giorno dopo la morte dello zio Vincenzo avvenuta nel 1886, testamento impugnato dagli altri eredi fino al 1889 senza ottenere il patrimonio dell'avvocato. Vittoria si dedicò completamente alla realizzazione del progetto dello zio coinvolgendo il marito e altri parenti, riuscendo nel 1888 ad avviare la scuola "Vincenzo Luparia" oggi ITAS, sede associata con altri istituti di Casale Monferrato: Leardi, Jaffe e Sobrero.Vittoria ereditò dallo zio Vincenzo la "Villa Sophora" di San Martino di Rosignano per esplicita rinuncia alla quota di proprietà del figlio Filippo Callori. Alla morte di Vittoria, le nuove eredi Maria e Giuseppina, sorelle di Filippo, suore laiche appartenenti ad un Ordine Monacale, donarono la villa ai Frati Francescani che la occuparono posizionando un guardiano all'ingresso, vendendo gli arredi di proprietà a diversi antiquari con grande disappunto delle nipoti inesorabilmente espulse. Altre due sorelle, suore Figlie della Carità, rinunciarono alla proprietà: Paola fu madre superiora a Cagliari, mentre Eufrosina residente a Torino all'Istituto Alfieri Carrù fu madre superiora nel Ricovero di corso Casale e nell'Ospedale Militare torinese, in seguito trasferita a Genova e Venezia.La nobildonna Giulia Callori, nata a Varengo di Gabiano due anni dopo il fratello Filippo, si unì in matrimonio con il cav. uff. Luigi Morano, latifondista originario di San Martino di Rosignano, fondatore nel 1908 della "Distilleria Cooperativa di Rosignano e Cellamonte" per la trasformazione delle vinacce in grappe. Luigi Morano dispose il patrimonio a favore dell'Asilo Infantile e alla Parrocchia del suo paese, destinando la propria "Villa Scagliotta" per fondare una casa di riposo. Luigi e Giulia, senza discendenti, adottarono un bambino orfano di nome Antonino dopo il terremoto di Messina del 1908 dove lei accorse come crocerossina.Abitarono a Casale nella casa Monti di via Roma dove Giulia fu vittima di un ingente furto consistente in pellicce, gioielli e una borsetta d'oro, frutto delle sue frequenti puntate parigine per un valore di circa cinquanta mila lire. Giulia, donna di cultura, pubblicava le sue novellette sul Corriere di Casale e faceva parte del mondo chic casalese. Famose le sue scorribande in carrozza nel centro di Casale con la chioma al vento... Suscitava continui improperi dei passanti.Segretario del Consiglio di Amministrazione della Distilleria fu nominato il cognato di Morano, l'avvocato Filippo Callori, titolare a Casale di uno studio legale al n.2 di via Mellana, dimora storica quattrocentesca dei nobili Gambera di Rosignano, classico esempio del Rinascimento casalese.Il primogenito Filippo di idee liberali, assessore e amministratore di opere pie cittadine, fu nominato cavaliere della Corona d'Italia, presidente del Consiglio Collegio Trevigi, vice Console Onorario della Repubblica Argentina, priore della Compagnia San Michele e Procuratore della Corte d'Appello di Casale. Nato a Parma, completò gli studi a Genova, nel 1895 si laureò a Torino e si unì in matrimonio con Felicita De Mattei nel 1904, abitanti a Casale nella residenza del marito in via Mellana. Erano cugini di primo grado con il conte Ranieri, padre del cardinale Federico Callori, maestro di Camera, maggiordomo di Sua Santità il papa e cardinale diacono di San Giovanni Bosco in via Tuscolana a Roma, morto nella Città del Vaticano nel 1971. Il conte Federico Callori, padre di Ranieri, negli anni tra il 1862 e il 1879 ospitò don Bosco nel palazzo Callori di Vignale.La tenuta "La Gambera" di San Martino di Rosignano, residenza estiva di Felicita, risale alla linea primordiale dei conti Gambera, i signori di Rosignano che diedero seguito a nobili discendenze monferrine: Callori, Langosco, Pico Gonzaga, Visconti, Vidua, Ricci, Gozzani, Leardi e Sannazzaro.Anche i marchesi Gozzani, cognati dei Callori di Moncestino, erano consignori di Rosignano, proprietari di masserie e terreni come la Vallarina, Fornace, Calcinara e Contrada sotto il Castello. Felicita era figlia di Maria Toso e Virgilio De Mattei che lasciò lo "Studio d'Ingegneria Soldati & C." di Torino per trasferirsi a Casale, lungimirante Direttore Generale della "S.A. Calce & Cementi" con l'hobby dell'astronomia.
Armano Luigi Gozzano(3-Continua)
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