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Luca Solerio, vivere con un glorioso Tamburini

Il concerto di Treville sabato 5 settembre

Siete fuori strada se assistete al Memorial Surbone come a un normale concerto d’organo, da 60 anni questa è la celebrazione di una comunità capace di ritrovarsi attorno allo strumento donato da Angelo Surbone alla sua parrocchiale nel 1968.

Chi è arrivato per la prima volta in questa chiesa, sabato 5 settembre, se ne è accorto subito: dapprima accolto all’ingresso dalla mappa delle 1184 canne del glorioso Tamburini, ognuna con il nome di un benefattore che ne ha cura, poi trovandosi con buona parte della popolazione di Treville in un ambiente illuminato solo da centinaia di candele.

Un rito, con tanto di officiante: il maestro Luca Solerio. Molto più di un interprete: lui accanto a quest’organo ci vive - letteralmente – ne conosce segreti e capricci meteoropatici come fosse un organismo vivo di zufoli e mantici. Una competenza che si riflette anche sulla qualità della musica, perché nella capacità di calibrare attentamente lo strumento sta il segreto per rendere unico un evento che qui tutti attendono di anno in anno.

Il programma prevedeva un dolce inizio bachiano, con la corale BWV 622 e il Preludio e Fuga in re maggiore BWV 532, ma è il famoso Preludio Fuga e Variazioni di Franck a impressionare. Fin dalle delicate prime battute Solerio regola attentamente ogni linea melodica, trova il suono migliore, ben sapendo cosa ha sotto le mani. Sono due, però, i pezzi che rimangono impressi nella serata. Il primo è lo Scherzo in Sol minore op.49 n.2 di Marco Enrico Bossi con quell’incipit che esalta i registri di flauti e nelle mani di un bravo organista evoca un regno fatato; l’altro è la trionfale “Jubilee Suite”, scritta da Gordon Young, brano a volte pop come la colonna sonora di un film ambientato nel 1500. Certamente d’effetto per un concerto che ha ancora una volta entusiasmato il pubblico. Il bis - la corale di Bach Jusus bleibet Meine Freude - è dedicato a Don Franco Deambrogio, per 62 anni parroco di Treville. “Vedere un pubblico così numeroso ci ripaga dai tanti sacrifici che dedichiamo alla conservazione di questo strumento”, spiega Nadia Degiovanni sindaco del comune, prima di chiedere a Solerio di concludere con la Toccata e Fuga in Re minore di Bach. E anche questo, pare, è parte del rito.

Alberto Angelino