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Il Monferrato Classic Festival da Vignale a Terruggia

Domenica 1° ottobre la pianista Costa alle ore 17,30 al Teatro le Muse

  Il Monferrato Classic Festival, serie di concerti promossi da Sabrina Lanzi che contribuiscono a far conoscere il Monferrato, si "trasferiscono" da Vignale (con gli interrogativi rimasti sull'utilizzo e il restauro di un contenitore splendido quanto grande come palazzo Callori, nda)   a Terruggia dove domenica 1° ottobre  è previsto il recital della pianista Anita Costa alle ore 17,30 presso il Teatro le Muse (bomboniera al centro del paese, a pochi km da Casale, parcheggiare nella piazza del Municipio).
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Non si è spenta intanto l'eco per il concerto conclusivo domenica scorsa del Monferrato Classic Festival a Vignale Monferrato.

Con molta sicurezza la Monferrato Classic Orchestra -direttore l'alessandrino Giovanni Cestino-  ha presentato due brani di Vivaldi e due di Haydn, un concerto all'insegna dei giovani e dei giovanissimi: infatti al violoncello solista  (con il Concerto di Do maggiore di F.J.Haydn) ecco una bravissima Caterina Isaia di soli 15 anni (appena compiuti).

I Concerti RV 120 (in do minore per archi e basso continuo) e RV 121 (in re maggiore per archi e basso continuo) di Vivaldi fanno parte delle raccolte composte dal compositore per il Conservatorio della Pietà al quale Vivaldi era particolarmente legato e per cui compose un'immensa quantità di musica. In questi concerti il solista è assente e sono particolarmente riusciti da un punto di vista formale che mostra l'indiscusso talento del musicista veneziano.

In particolar modo, il Concerto in do minore mostra percorsi armonici molto interessanti e scrittura contrappuntistica complessa. Giovanni Cestino conferisce all'orchestra, grazie ad un gesto particolarmente comunicativo, agilità e numerose parentesi espressive tra scorci di armonie chiare e semplici.

 

Poi è stata la volta della 'Sinfonia nr. 3 in sol maggiore' di Haydn, opera giovanile e a Vignale ecco una lettura ponderata e nello stesso tempo ricca di affascinanti dinamiche.

Il  direttore si mostra riflessivo e sintetico conferendo ad ogni intervento strumentale vivacità e ispirazione. La "nostra" Isaia dimostra sin da subito un 'energia musicale straordinaria e , vicina al suo violoncello, emana una magica forza musicale ( del resto è allieva presso la prestigiosa scuola internazionale per talenti speciali  Yehudi Menuhin School di Londra).

Il 'Concerto in Do maggiore' di Haydn è temutissimo dai solisti per i suoi ardui passaggi tecnici, un pezzo che si snoda in tre movimenti e possiede una struttura vicina alla forma classica. Nell'esecuzione vignalese la violoncellista (era arrivata direttamente da Londra...)  mostra vitalità e personale creatività nel sentimento musicale che anima queste pagine. Virtuosa brillante e con innato equilibrio tra bravura ed intento musicale, sempre attenta ad evitare ostentazioni.

L'orchestra, sotto la direzione di Cestino, è vitale e brillante. Il giovane direttore riesce a mettere in luce le indubbie doti di cantabilità ed espressività di questa formazione e realizza una lettura precisa della parte che non interrompe mai il delicato dialogo con il solista.

Brio e maestria tecnica si palesano nell'ultimo movimento del 'Concerto in Do maggiore', un Rondò veloce che conclude il concerto con grande entusiasmo da parte del folto pubblico presente a cui la solista regala un bis solistico e il finale del primo movimento del 'Concerto in do maggiore'. Standing ovation... (r.m-l.a.).

FOTO. Il saluto finale a Vignale dopo il bis di Haydn (f. Luigi Angelino)