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Ammirazione per i Bronzi

Il beato mons. Ferro - Il pesce a Scilla

(l.a.) -Mercoledì (30 maggio) è una delle giornate clou della Crociera dei Bronzi (Stat sulla Costa Neo Riviera). Sbarco a Reggio Calabria ed eccoci tutti (bravissima guida Bruna Zampaglione della Andirivieni Viaggi) al Museo Piacentini che grazie a 34 milioni stanziati da Ministero e Regione è diventato non solo la casa dei Bronzi di Riace ma uno dei più importanti e meglio allestiti Musei Archeologici italiani e, per la Magna Grecia, europei.

Molti i reperti (ben) esposti per la prima volta (esempio: ex voto o pinakes). I venti minuti che sono concessi ai monferrini davanti ai Bronzi suscitano una grande ammirazione (soprattutto per il lato B…), al pari, ripetiamo, di tutto il Museo (ci soffermiamo sugli ex voto; i pinakes, ci piace un gallo). Curiosità: i Bronzi poggiano su basi antisismiche realizzate dall’Enea. Per visitarli è necessario attraversare due stanze di decontaminazione. Personale attento e cortese.

In precedenza breve stop alla passeggiata lungo mare e di fronte alla cattedrale dell'arcidiocesi che ospita in un bel monumento funebre in navata destra le spoglie del Servo di Dio mons. Giovanni Ferro primo rettore del Trevisio di Casale, il parroco don Gianni Polimeni (che è anche vicario vescovile) ha voluto indirizzare un breve ringraziamento (‘per l'attenzione') e un saluto ai monferrini. Come abbiamo scritto più volte, si spera a breve, nella beatificazione di mons. Ferro.
Dal Museo via verso lo stretto (Scilla e Cariddi).
Sintetizziamo:  salita (tranquilla, ancora un bravo alla guida) alla torre dei Ruffo di Calabria (con faro della Marina), discesa (da via prof. Zagari) al mare (Simona ne approfitta per pediluvio).
Ottimo pranzo tutto a base di pesce al Ristorante Il Pirata in via Grotte a Chianalea di Scilla mentre davanti a noi ondeggiano le barche caccia pesce spada (le feluche dall’alto albero maestro dove l’avvisatore non deve patire il mal di mare). Passeggiata a mare  verso il bus (con strappetto finale).
Simpatico folclore locale: due gabbiani prendono il sole su uno scoglio, un ristorante offre il menù da una armatura, più in la su un tavolone tursiti gustano il 'panino' al pesce spada'; ottima l'idea in tempi di social della lunga spiegazione (carta canta) della Fontana fatta costruire dal principe Ruffo nel 1600 (e apprendiamo che siamo vicini al convento dei crociferi), ben restaurata, stemmi da disegnatrice. Più incassata la fontana storica 'del canalello'.
Ritorno in nave con rimpianto (e filmiamo i complimenti alla guida).
FOTO. Ammirazione al lato B... (f. Samantha Badino)