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Il cemento (tracce) di Dotti a Coniolo

Il progetto “Il paraboloide di Casale Monferrato"

“Tracce di cemento: archeologia industriale in Monferrato” è il titolo secondo volume della collana “Carnet del Monferrato” ed edito in luglio da Edizioni Boreali, presentato domenica 2 dicembre   presso la sala consigliare di Coniolo.

Il libro è un carnet de voyage lungo le colline che lambiscono Casale Monferrato, immagini riprese negli anni tra le due guerre, quando i crinali del Monferrato erano percorsi da lunghe teleferiche, che trasportavano a valle le marne per la produzione del cemento e, sulle colline, alte torri segnavano l’ingresso ai pozzi di estrazione, mentre lunghi convogli di treni scendevano agli opifici di Casale, vere e proprie cattedrali con le loro alte ciminiere. L'illustratore e naturalista Lorenzo Dotti ha fatto rivivere su carta i resti dell'archeologia industriale che punteggia il territorio, anche coniolese, grazie ad acquerelli, cartine, itinerari e brevi testi in italiano e inglese. Dotti è un profondo conoscitore del Monferrato, un territorio molto sentito che lo ha portato ad essere autore del carnet Monferrato tra colline e risaie (2016). Il libro presentato domenica è stato pubblicato grazie al progetto “Il paraboloide di Casale Monferrato: da silos a centro culturale della memoria dell’industria del cemento” proposto dal Comune di Casale Monferrato, in collaborazione con l’Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino, l’Associazione “OperO” di Ozzano Monferrato e l’Associazione “Il Cemento nell’identità del Monferrato casalese” di Casale Monferrato, finanziato dalla Compagnia di San Paolo. A fine pomeriggio si è tenuta la  visita al museo etnografico di Coniolo, a cui sono dedicate alcune pagine della storia del “paese che visse due volte”. Una targa commemorativa in ricordo di Giuliano Giorcelli per l'impegno profuso per la raccolta e valorizzazione del patrimonio storico e l’impegno speso a favore della intera comunità è stata donata ai famigliari.

 Così il sindaco Enzo Amich: "sono certo che anche noi cresceremo come il nostro territorio, quando saremo capaci di valorizzare ciò che abbiamo. Non siamo secondi a nessuno per la bellezza del paesaggio, per l'importante storia e la bontà prodotti tipici che ci appartengono. Partiremo dall'esempio di Giuliano Giorcelli e dalla passione di Carlo Rosso (di Edizioni Boreali) e di Lorenzo Dotti, per tracciare il nostro impegno. Mi piace immaginare" ha concluso Amich "che, dietro ad una foto che Giuliano scattò con gli studenti in una scuola, ci siano le componenti scientifiche e umane e, attraverso ad uno scatto, comprendere il passato e assimilare il presente per plasmare il futuro".  

Chiara Cane