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“Ferrovie nel Piemonte preunitario”

È stato presentato giovedì nella Biblioteca Civica di Casale il volume “Ferrovie nel Piemonte preunitario” di Giulio Guderzo (foto), pubblicato da Hoepli (2018).

L’autore è stato presentato dal direttore della Biblioteca Civica Roberto Botta, che ha sottolineato l’importanza del tema sul piano storico (oltre a quello dell’attualità) per la città di Casale, un caso esemplare per l’importanza delle strade ferrate, riproposte nelle prime pagine dei due giornali locali “La Bandiera Casalese” e “L’eco del Po” negli anni Cinquanta, poco prima dello scoppio della grave epidemia di colera. Attraverso la proiezione di una curata selezione di carte geografiche, di disegni satirici e di rare immagini fotografiche tratte dall'Archivio Negri, il relatore Giulio Guderzo, già docente di Storia del Risorgimento presso l’Università di Pavia, ha ricordato che il Piemonte degli anni precedenti l’unità nazionale era all’altezza dei paesi europei più sviluppati. Tutto ciò grazie alla rivoluzione dei trasporti, iniziata con le strade rotabili in epoca napoleonica e poi proseguita con la costruzione delle ferrovie, inserite in un preciso progetto di modernizzazione come indispensabili vie di collegamento tra la capitale subalpina e il porto genovese, poi collegato con il lago Maggiore e con l’apertura dei tunnel di collegamento con l’Europa. Una storia ferroviaria interessante, ha aggiunto Giulio Guderzo, per la posizione strategica di Casale e l’impegno finanziario della borghesia cittadina e della comunità israelitica favorevole all’apertura della linea Valenza-Vercelli, realizzata grazie all’appoggio di Cavour con la costruzione della stazione casalese e del ponte in ferro sul Po da parte dell’ing. Flaminio Cappa. Franco Corbella, esperto di locomotive, ha poi commentato i disegni delle macchine a vapore circolanti sulle reti dell’Alta Italia, tratte dall’Album pubblicato a Torino nel 1876. Si è soffermato, in particolare sui dati principali, sulle caratteristiche e sulla potenza di alcuni mezzi, tra cui il “Mastodonte dei Giovi”, la locomotiva doppia in grado di superare il difficile tratto appenninico della Torino-Genova inaugurata nel 1853. Dionigi Roggero si è soffermato, in conclusione, su alcuni personaggi che sono stati protagonisti diretti (tra cui Giuseppe Raffaele Vitta e Pietro Bosso) e indiretti (come Ascanio Sobrero per l’apertura del tunnel del Frejus) della rivoluzione dei trasporti con i suoi effetti positivi sulla realizzazione delle linee del telegrafo elettrico collegato allo sviluppo della ferrovia.