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Bard: record per Botero e Caravaggio

E dal 24 aprile arriva un gigante della fotografia: Sebastião Salgado

  

Il Forte di Bard -a un'ora d'auto da Casale- ha registrato un’importante affluenza di pubblico nel lungo ponte pasquale complice la conclusione di due mostre di grande richiamo che hanno registrato numeri record di visitatori. L’esposizione Fernando Botero. Tecnica monumentale, che presentava oltre cento opere del grande maestro colombiano in un progetto inedito promosso con la collaborazione della Fondazione Botero e di 24 Ore Cultura, ha conquistato 46.570 visitatori. E’ la mostra più visitata nella storia del Forte di Bard in relazione alla durata, poco più di quattro mesi (dal 29 novembre 2025 al 6 aprile 2026).

Molto bene anche il primo capitolo del progetto pluriennale Capolavori al Forte, lanciato in occasione dei vent’anni di attività dell’Associazione Forte di Bard: il San Giovanni Battista di Caravaggio è stato ammirato dal 13 gennaio al 6 aprile 2026 da 23.176 persone.

 

Le festività pasquali hanno registrato ottime performance: i visitatori unici tra sabato 4 e lunedì 6 aprile sono stati oltre 4.500. Accanto alle mostre d’arte ottimi numeri per le mostre fotografiche: la nuova edizione di Wildlife Photographer of the Year nelle prime due settimane di apertura ha conquistato 7.821 visitatori (di cui 2.282 nel fine settimana di Pasqua). Benissimo anche il progettoUna finestra sull’Artico di Stefano Unterthiner che da ottobre ad oggi ha superato i 25.000 visitatori.

 

Dal 24 aprile la programmazione primaverile del Forte di Bard si arricchisce di un nuovo importante progetto che coniugherà ancora una volta fotografia e scienza: la mostra Ghiacciai con le straordinarie immagini (foto) di Sebastião Salgado.

A quasi un anno dalla sua scomparsa, il Forte di Bard celebra l’opera del grande fotografo brasiliano attraverso i suoi scatti dedicati ai più importanti ghiacciai del mondo. Famoso per le immagini in bianco e nero, negli anni recenti Salgado ha consacrato il suo lavoro alla documentazione di uno degli ecosistemi più suggestivi e allo stesso tempo più a rischio: quello delle nevi perenni. L’esposizione è curata dalla moglie Lélia Wanick Salgado.