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Viaggi d'autore

Parrocchiale di Brusasco - Un bel quadro di Alberini

Questa la parte iniziale e finale del prossimo Viaggio d'autore (in cartaceo venerdì,numero 692)

 

 

 Fu veramente un mese straordinario quell’agosto del lontano 1786, quando, dopo oltre mezzo secolo, si concludeva la lunga contesa tra gli abitanti dell’abitato della piana desiderosi di avere una nuova chiesa nel centro abitato di Brusasco in formazione, senza dover salire alla chiesa di S. Bernardo, oratorio del castello, sulla collina (Borgo Garibaldi). 

Tutto era iniziato nel 1719, quando il consiglio comunale accolse la richiesta della nuova e più comoda chiesa edificata su progetto di Giovan Battista Troli e Pietro Bonavia. Ma il conte Giovanni Ottavio Cotti, che nel febbraio 1722 aveva acquistato dai Savoia il feudo monferrino con il titolo di nobiltà, schieratosi a fianco dei collinari, impose la sospensione dei lavori e la costruzione, già arrivata al cornicione, fu smantellata dalle fondamenta nel 1731 per ordine dal vescovo di Casale, mons. Pietro Gerolamo Caravadossi. I brusaschesi di pianura non si arresero e dopo una trentina di anni, con volontarie prestazioni di lavoro, ultimarono sotto la guida dell’ingegnere Giuseppe Antonio Genoa di Vercelli la chiesa dedicata ai Ss. Pietro e Paolo. Ma, sebbene aperta al culto, essa restava in attesa della consacrazione ufficiale che il vescovo di Casale rimandava a causa della tensione ancora forte tra gli abitanti di Brusasco. 

La lunga e intricata vicenda si concluse finalmente nell’agosto 1786 con la consacrazione del card. Carlo Giuseppe Filippa di Martiniana, arcivescovo di Vercelli. .....

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 L’interno ad aula unica ha piacevoli affreschi degli anni Trenta di Luigi Morgari affiancato per la parte decorativa dal trinese Giuseppe Borla (vedi altro articolo). Pregevoli le pile dell’acquasanta, una cinquecentesca, l'altra in marmo nero, da studiare.

Molto belli altar maggiore e balaustrata in marmi policromi. 

Nelle cappelle laterali paliotti settecenteschi in scagliola e tele, tra cui una seicentesca «Madonna del Rosario» di Giorgio Alberini con i Misteri (1619). Alla statua di San Rocco han rubato, purtroppo, il cane. Veramente bello il grande pulpito in noce (Cristoforo G. Serra 1754). Una lapide in navata destra ricorda la presenza il 28 aprile 1929 del principe ereditario Umberto di Savoia all’inaugurazione del grandioso concerto di 6 campane, benedetto dal vescovo di Casale, mons. Albino Pella. L’organo Serassi venne restaurato dalla ditta Gandini nell’Ottocento e nel secolo successivo dalla ditta Marzi. In sacrestia in una nicchia emerge dal buio una cinquecentesca statua di Cristo alla colonna. Altra preziosità da valorizzare. Del resto siamo sulla strada giusta la parrocchia ha programmato restauri per un milione e 270mila euro (progettista Eleonora Gottardello di Fontanetto), a lotti, appena concluso quello dell’abside (120 mila euro), sta per partire il consolidamento della facciata, rivelatosi urgentissimo visto che una statua ha appena perso il pastorale (di ferro, sotto, per fortuna, non c’era alcuno). 

Luigi Angelino-Dionigi Roggero

In preparazione: Balzola

FOTO. Interno