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Siccità e fiumi agonizzanti: per Legambiente tante le cause e i problemi

Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi: più del doppio della media globale dell’intero pianeta. Un effetto dei cambiamenti climatici sempre più repentini che questa estate hanno dato vita a fenomeni apparentemente in contrasto come lo scioglimento repentino dei ghiacciai e, allo stesso tempo, all’emergenza siccità con l’asciutta di interi corsi d’acqua.

«Anche se per quest’estate sembra passata la fase più critica sul fronte siccità occorre mantenere alta l’attenzione sulle politiche da attivare per farci trovare pronti alla prossima crisi idrica -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - Se in queste settimane alcuni hanno evocato la necessità di nuovi invasi da costruire in montagna, noi crediamo che nuove colate di cemento non siano la risposta adeguata ai cambiamenti in atto e, anzi, siamo convinti che sulle nostre montagne, come nei nostri fiumi, sia urgente avviare un percorso di resilienza. Di fronte a fasi meteoclimatiche sempre più polarizzate e persistenti occorre adeguare politiche e abitudini ataviche, da una maggiore attenzione al risparmio idrico domestico al passaggio ad un’agricoltura meno idroesigente, fino ad una riflessione sull’impatto che un certo tipo di centrali idroelettriche hanno sui corsi d’acqua».