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Rosanna Amerio, Armistizio e de Boccard
Da Grazzano Badoglio una brava storica e divulgatrice
Venerdì 23 settembre a Siracusa, presso il Salone Cambellotti, sede ANMIG, in Viale Regina Margherita, 7, ore 17,30, avrà luogo la presentazione in anteprima de “Le donne non ci vogliono più bene” (un libro che racconta la guerra civile che nel nord Italia si scatenò dopo la firma dell’armistizio). Libro di Enrico de Boccard riedito dopo venticinque anni, da Marco Solfanelli, a cura di Gianfranco de Turris e Rosanna Romanisio Amerio.
Ed è del ruolo della Amerio che ci par giusto approfondire visto pure che è di Grazzano Badoglio ed è stata per molto tempo corrispondente de Il Monferrato.
Subito dopo la firma armistiziale, avvenuta in una tenda presso un uliveto di proprietà dei Grande Sinatra di Siracusa a pochi chilometri a nord di Cassibile venne lasciata, nel punto esatto, una lapide realizzata tra l’altro dal cuoco civile della base americana. Questa lapide (ribattezzata Pietra della pace) venne trafugata il 4 giugno 1955 da un giornalista il barone Enrico de Boccard, allora trentaquattrenne per distruggerla (si autoaccusò sulla rivista ‘Il becco giallo’).
Nel libro l’Amerio approfondisce alcune fasi della vita di de Boccard: l’asportazione del Cippo di Cassibile e il processo a suo carico che ne seguì; poi le interviste a Pier Francesco Pingitore, il celebre autore televisivo de Il Bagaglino, che con de Boccard divise nel ’70 le pagine politicamente scorrette de Lo Specchio e di Playmen, e al giornalista Paolo Bologna, che con lo scrittore condivise l’avventura di Telemega, prima società di servizi televisivi italiana, fondata da de Boccard nel 1967. Per inciso il lungo processo finisce (Tribunale di Siracusa 23-11-1957) con una assoluzione perche il fatto non costituisce reato (il reperto viene considerato res nullius).
Per concludere bisogna dire che l’Amerio per molti anni è stata vice presidente del Museo Badoglio a Grazzano e, a pochi chilometri, a Moncalvo, in Biblioteca, c’è l’archivio di Franco Montanari, diplomatico presente a Cassibile; quindi aveva iniziato ad occuparsi del periodo “in loco” e poi con numerosi sopralluoghi. Logico incrociasse anche la figura di de Boccard.
Ora l’Amerio possiede pure documenti di prima mano e in ogni caso - lo abbiamo notato nell’ultimo libro- ha il dono (giornalistico con relativa sintesi a cui pensiamo di aver contribuito a suo tempo) di divulgare la storia, per questo non si può che auspicare l’uscita del suo libro nel cassetto dal titolo intrigante: “Il signor armistizio non lo conosciamo. Diario di una ricerca disordinata”. Auguri!
Luigi Angelino
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