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A proposito di De Chirico

Mombello: un viaggio avvincente nel mondo dell’artista

“A proposito di De Chirico, un viaggio avvincente nel mondo dell’artista che ha plasmato in modo significativo la cultura del XX secolo” è stato il titolo dell’ultimo Caffè Letterario proposto dalla Cantinetta Resort sabato scorso a Mombello. Il patron di casa Roberto Imarisio, studioso di storia dell’arte da decenni e appassionato delle ricerche del Daverio, è partito dalla storia del fratello di Giorgio, ovvero da Alberto, per parlare del principale esponente della pittura metafisica quale fu De Chirico. Giorgio e Alberto dunque, i due Diòscuri, i gemelli di origini greche (come Castore e Polluce figli gemelli di Zeus e della mitologia greca, etrusca e romana), ma di genitori siciliani che, insieme inventarono la pittura metafisica e che, sempre insieme, furono i precursori della pop art. Giorgio (nato nel 1888) e Alberto (nel 1891) divisero stanza, vicoli, e biscotti dei fornai ebrei nella Parigi degli anni Dieci, tra Montmarte e Montparnasse.  Il loro stretto e intimo sodalizio finì intorno agli anni ’30 del secolo scorso a causa delle mogli a cui erano invisi i rispettivi cognati e relative consorti. Tra le cause anche la lite per l’eredità dei tappeti. Ciò nonostante Giorgio e Alberto continuarono a vedersi di nascosto. Solo quando Alberto morì, Giorgio si rese conto delle condizioni di indigenza in cui il fratello visse. I due Diòscuri furono l’uno il povero e l’altro l’osannato, ma entrambi artisti dall’esperienza sottile. Le opere del De Chirico “osannato” furono dapprima enigmatiche ma, nel tempo,  sempre più raffiguranti architetture classiche, poi essenziali e  introspettive non realistiche, immerse in un clima di trascendenza e spettralità. Una metafisica apparentemente slegata e, contestualmente armonizzata.  La sua fu n’arte contraddistinta da un’originale e romantica interpretazione della classicità, con interesse per la tecnica dei grandi maestri rinascimentali.  

Periodicamente, pur continuando a dipingere nature morte, ritratti, paesaggi e interni in costante opposizione con le tendenze d’arte contemporanea del tempo, tornò ai temi metafisici.  De Chirico, oltre che pittore, fu anche incisore, scenografo e scrittore (scritti teorici, memorie autobiografiche d brevi racconti).

Letture affidate alla dicitrice Annita Dellavalle.  

Chiara Cane