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I Gozzani nei Balcani

Ricerca di Armano Luigi Gozzano

Lo sciame sismico originato dall'emigrazione dei Gozzano-i di Luzzogno (che ci porta pure a Casale, Cereseto e a San Giorgio, ndr) riaffiora nella regione balcanica durante il periodo della guerra di Crimea appoggiata da Cavour.

La genealogia materna dei Gozzani in Ungheria è rappresentata sul dipinto conservato nella casa del marchese di San Giorgio Titus von Gozani e della moglie Eva, abitanti a Dusseldorf senza eredi maschi, fonte di inesauribili informazioni storiche sulla loro antica e nobile casata.

Singolare la vicenda di Ludvik von Gozani (in teoria nei Balcani si perde una delle due 'z') nato nel 1849, marchese di San Giorgio Monferrato, fratello di Ferdinando II° (nonno di Titus) e di Sidonia von Gozani. Ludvik era sposato con Sophie Josephine Helene von Neustaedter di Zagabria ed ebbero un figlio, Odo von Gozani nato nel 1885, nato a Lubiana e morto a Vienna. Avvocato al servizio d'Austria come amministratore civile nella prima guerra mondiale, Odo fu segretario di stato nel 1933-34, inviato a Budapest divenne ministro degli interni e fu dimesso per le sue idee nazionalistiche. Esercitò una forte influenza ideologica sul movimento del fronte patriottico nel fallito colpo di stato austro-nazista e la falsa testimonianza emersa sui loro leaders davanti al tribunale militare di Vienna lo portò al suicidio.

La sorella Sidonia von Gozani si era sposata a Lubiana nel 1863 con Josef Maria Coleman Gerliczy nobile d'Ungheria, ebbero tre figli. Notevole il percorso dei Gerliczy, antica casata del 1200: furono riconosciuti cittadini di Fiume nel 1600 ed entrarono a far parte del locale patriziato onorario. Il diploma di nobiltà fu conferito loro nel 1626 dall'imperatore e re Ferdinando II° del litorale ungarico e confermato nel 1838 per tutti i discendenti di ambo i sessi. Le tre corone d'oro sugli elmi del loro stemma del 1557 ufficializzato nel 1774, rappresentano la vicinanza con l'autorità imperiale. Personaggio di spicco fu il cavaliere Giovanni Felice Gerliczy (bisnonno di Josef), capitano e assessore al commercio, cancelliere della Sanità e proprietario di un bel palazzo barocco a Fiume nel 1750, ex sede del teatro, ereditato dal fratello Giuseppe (disegno originale custodito nell'archivio di stato austriaco).

Il pronipote di Giovanni Felice, Ferenc Gerliczy von Arany membro del parlamento, sposato con Gilda Fejèrvàry di Vienna, costruisce la chiesa di Nostra Signora d'Ungheria accanto al proprio castello di Desk. Notevole prestigio acquisì il loro figlio Felix Vince Ferenc Gerliczy-Burian (nato a Oradea e morto a Nizza) sposando la principessa Elsa Stirbey Bibescu di Cãmpina; era soprannominato il conte Liechtenstein. A Oradea il cugino Szatarill Gerliczy fu allievo della scuola viennese del fanoso pittore  Klimt ed edificò l'attuale Gerliczy Palace. Nel 1928 il castello di Desk fu venduto e trasformato in sanatorio infantile, oggi è sede della clinica medica dell'università di Szedeg.

La principessa Elsa era figlia di Dimitrie Stirbey principe di Romania e il loro cugino Barbu Stirbey, presidente del consiglio dei ministri, possedeva uno dei patrimoni più grandi della Romania. Era intimo confidente e amante della regina Maria Vittoria che lo soprannominò il principe bianco per i suoi modi eleganti e raffinati e aveva sposato la cugina principessa Nadeja Bibescu, pronipote di Napoleone Bonaparte. Elsa discendeva dal nonno Barbu Dimitrie Stirbey detto il dominatore, sovrano di Muntenia, con capitale Bucarest e Oltenia, con capitale Craiova; dovette fuggire a Vienna durante l'invasione russa, rientrando dopo l'intervento del regno di Sardegna deciso da Camillo Cavour a fianco di Napoleone III° e della Gran Bretagna in difesa della Turchia.
Dopo il trattato di Parigi del 1856, in seguito alla disfatta dell'impero russo, Barbu sostenne la riunione dei principati di Moldavia e Valacchia sperando di diventarne principe ma il suo mandato era scaduto e abdicò ritirandosi a Parigi, creando il fulcro della futura Romania. Bellissimi i palazzi Stirbey Bibescu di Buftea, Brasov e Bucarest, quest'ultimo venduto dai loro discendenti nel 2005 per undici milioni di euro.
Quattro secoli prima, questi regnanti furono preceduti dai famosi principi Draculesti, ovvero Vlad II° Dracul detto Il drago e dal figlio Vlad III° Tepes Draculea detto l'Impalatore. 
 
Armano Luigi Gozzano
 
FOTO. Lo stemma Gerliczy originale del 1774, Nobili d'Ungheria.