"Per la prima volta in quarantun' anni la Stagione sugli organi storici della provincia di Alessandria fa tappa a Fubine e devo dire che il paese è stata una gradevole scoperta anche per me….", queste le parole domenica pomeriggio all’inizio del concerto di Letizia Romiti (esecutrice all’organo e al clavicembalo in duo con la sorella Elena all’oboe).
In effetti il concerto ha permesso di scoprire oltre alla buona musica i tesori di una chiesa (Assunzione di Maria) annunciata da uno strepitoso rosone e un campanile alto 56 metri: un polittico del 1582 di Ambrogio Oliva suocero del Caccia (un quadro di scuola cacciana -per noi di Orsola- è all’entrata, poco illuminato, titolo,’Incoronazione della Vergine con i Santi Caterina, Chiara, Carlo Borromeo e Paolo'), una splendida Via Crucis di Paolo Gaidano (pensate che era destinata a New York) e gli affreschi di Costantino Sereno.
Ma è anche il paese degli infernot, cinquanta censiti (il primo è proprio davanti alla parrocchiale, figura ancora in rete in un nostro Viaggio d’autore), della seicentesca chiesa della Confraternita dei Battuti, del Castello e della Cappella Bricherasio (brilla il genio di Bistolfi), della passeggiata panoramica sugli spalti sulla sommità delle mura difensive...
Tornando al concerto si è aperto con il saluto di Stefano Barbero, consigliere comunale e presidente della Associazione culturale "Monferrato 2020” presenti anche il vice sindaco Angela Visentin e ovviamente, il parroco Kofitse Adamvo Amekuse).
L'organo di Fubine è un "Lingiardi” del 1881 che un poi curiosamente aveva sostituito un Mentasti costruito appena sette anni prima; Letizia Romiti ha suonato anche un clavicembalo italiano copia di un "Giusti" della fine del '600 costruito da Giuseppe Corazza di Grondona (presente a Fubine).
Un programma molto raffinato e sottolineato da calorosi applausi: di J. S. Bach (Sinfonie dalle Cantate BWV 156 e BWV 249 per oboe e clavicembalo), poi le piacevoli Variazioni su “Greensleeves” di un Anonimo celtico del diciassettesimo secolo, la Partita n.1 in la maggiore per oboe solo di Telemann di cui è stata eseguita anche la complessa Partita in sol minore per oboe e basso continuo nei tempi Grave, Allegro, Allegro, Tempo di Minue, Allegro, Tempo giusto, Allegro assai.
Il Serassi ha visto di G. Frescobaldi (1583-1643): Toccata Quinta sopra li Pedali e Capriccio sopra la Battaglia di Anonimo Pistoiese( metà XVIII secolo): Elevazione e Toccata per l’Offertorio e di Ferdinando Provesi(1770-1826): Sinfonia per organo. Oltre agli applausi fiori per le due esecutrici, a parroco e consiglieri si è aggiunto Massimo Bosia, vice presidente di “Monferrato 2020”.
Prossimi concerti del ciclo (che ha Letizia Romiti direttore artistico) sabato 3 ottobre, ore 21, alla chiesa del Carmine di Alessandria e domenica 4, ore 16, in Duomo a Valenza.
(foto Luigi Angelino)