Notizia »
Pontefici a Casale (e a Lomello)
Nello spazio di una dozzina d’anni, ben due Pontefici (forse uno solo, vedremo) fanno tappa a Casale, e uno arriva in visita a Lomello. Succede nove secoli fa. Si tratta di Pasquale II e Callisto II.
Pasquale è citato sovente, ogni volta che si tratta della Cattedrale di Casale, da lui consacrata nel 1107. Come accadde che tanta autorità si degnò di fermarsi in un “casale” all’epoca non di grande importanza demografica, pur cresciuto con trasferimenti da altri luoghi circostanti, ma con una chiesa fiorente legata alla personalità di Sant’Evasio, il cui culto era radicato da secoli nel popolo della regione?
Tutto capita in epoca storica (1073 - 1122) che vede molto accesa, tra Impero e Papato, la cosiddetta “lotta per le investiture”, cioè per la nomina degli alti ecclesiastici, in primis i vescovi, e il papa stesso. Poco dopo l’anno Mille, lo scomunicato re di Germania e imperatore Enrico IV ha prima finto di riconciliarsi con Roma, poi tentato di far eleggere un antipapa. Gli è andata male, ottenendo solo la conferma della scomunica. Nel 1105/6 papa Pasquale si sobbarca un lungo giro di visite in Italia, da Benevento a Piacenza. confermando sempre il divieto di investiture laicali degli ecclesiastici. E’ quasi inseguito, invano, dai messaggeri del giovane Enrico V, succeduto al padre, che vorrebbe giurare fedeltà alla Santa Sede per ottenerne il crisma dell’investitura imperiale.
Il breve preambolo sul 1105, per dire di un episodio tramandato da qualche storico locale (in primis il Corbellini nelle sue “Storie di Vercelli”), che coinvolge nella vicenda la terra monferrina. In sostanza, volendo scendere in Italia e forzare la mano, Enrico V avrebbe “mandato innanzi Bonifacio Marchese di Monferrato, e Alberto Conte di Biandrate a Roma, e colà giunti imprigionarono il Sommo Pontefice Pascale II”. Fantasia, basti ricordare, come fa il De Conti nelle sue “Notizie”, che Bonifacio (figlio del grande Aleramo) era stato assassinato intorno al 1050/55, e per il Marchesato avrebbe dovuto andare a Roma Ranieri, in età giovanissima.
Per tornare alla storia di papa Pasquale II, a favorire le soste di Casale e Lomello è una vecchia strada romana, quella che collega Pavia e Torino, seguendo il corso del Po e passando per Cozzo, Terranova/Frassineto (il corso del Po era mutevole, non a caso intorno al Mille si cita “Fraxeneto in Laumellensi comitatu”, dunque legato alla Lomellina), Trino, Settimo/Brandizzo. Il Pontefice la percorre quasi per combinazione. Sul finire del 1106 è diretto in Germania, per un confronto con l’Imperatore sul problema delle investiture. Arrivato a Verona il 9/10 Dicembre, viene accolto in modo poco benevolo, gli si fa capire che Enrico V ha cambiato idea, non intende incontrarlo, penserebbe anzi di imprigionarlo. Si cambia, direzione Francia per cercare la mediazione di re Filippo I. La via più comoda è appunto quella per Pavia-Torino-Monginevro.
Assodato l’errore del Martirologio casalese, che, pur ripreso dai “Regesta pontificum”, pone al 4 gennaio 1106 la “consecracio ecclesie Beati Evasii celebrata a Domno Pascale secundo summo pontifice”, per una tradizione avvalorata dalle annuali celebrazioni della Chiesa casalese (e da un francobollo commemorativo dei nove secoli, emesso il 4 Gennaio 2007), il corteo itinerante dovrebbe essere a Casale il 4 Gennaio 1107. Alcune fonti, riprese anche dallo storico Aldo Settia, scrivono di Agosto del medesimo anno, ipotesi fondata se si presta fede ad annali ecclesiastici che trattano di quel Papa e lo vedono già in Francia a fine 1106, per celebrare il Natale a Cluny. Inimmaginabile riattraversare le Alpi, in pieno inverno, per raggiungere in pochi giorni Casale, tornando poi subito in Francia per una serie di altre tappe (a fine Gennaio è a Lione, quindi a Chalon-sur-Saône, Digione, ecc.) e il rientro in Italia solo dopo un Concilio a Troyes il 23 maggio 1107.
Lasciando agli storici altre precisazioni, diciamo di Pasquale II sotto le architetture romaniche della chiesa di Sant’Evasio, dopo essere stato ricevuto, con la rituale “numerosa comitiva di vescovi, abati e nobili romani”, “da quelli che reggevano la Repubblica con sommo giubilo e con quei maggiori uffizii di amore e di obbedienza, che le strettezze di quei calamitosi tempi loro permettevano”. In risposta alle pressanti richieste dei Canonici, “si compiace di consecrarla ed arricchirla di perpetue indulgenze” a chiunque la visiterà nel giorno della sua consacrazione. Una bolla rogata al Laterano il 25 Aprile 1108, rivolta al “Preposto diletto figlio Girardo”, confermerà che il Pontefice prende i Canonici sotto la propria protezione, e che tutto ciò che possiedono sarà loro e dei loro successori in perpetuo. Privilegi e tutele reiterate con bolla 27 Aprile 1114. La visita a Casale infonde coraggio al clero e ai cittadini: la città rientra nella Diocesi di Vercelli, che il Papa pare rifiuti di visitare essendo retta da Gisulfo, “vescovo non consacrato e scismatico” che tratta molto male i monferrini, fedeli a Roma.
Nessuna incertezza sul passaggio di Papa Pasquale, nell’estate 1107, in quel di Lomello, con visita alla chiesa di Santa Maria, costruita tra il 1025 e il 1040, sul sito dove sorgeva altra chiesa che tradizione vuole abbia ospitato nel 590 il matrimonio tra la regina Teodolinda e Agilulfo duca di Torino. Il Pontefice incontra popolazione e Canonici con il Prevosto, cui concede di portare la mitria ed il pastorale, e al quale concede il potere di conferire alcuni Ordini minori. Di quanto deciso quel giorno resta documento ufficiale una bolla del 22 Agosto, nonché l’orgoglio della gente nel poter dire che il Papa è stato a Lomello in quanto “sito di riguardo”!
Ed eccoci a Callisto II, che il De Conti narra essere ospite in città nel 1119, “durante il viaggio verso Roma” dopo l’elezione avvenuta il 2 febbraio nell’Abbazia francese di Cluny. Non c’è traccia nei Regesta di tale visita, il Pontefice è pellegrino in Francia fino alla primavera 1120; arriva in San Pietro, per essere intronizzato, solo il 3 Giugno di quell’anno! E’ invece reale la conferma, con bolla 23 Aprile 1120 da Piacenza (il corteo papale, di passaggio nell’Alessandrino/Tortonese potrebbe aver raggiunto anche Casale?!) di privilegi e tutele ai Canonici del Duomo, sottomette loro nuove parrocchie (San Germano, San Giorgio, Torcello e molte altre), concede le decime di “diversi luoghi e monti, con pena di scomunica a chi li avesse perturbati”. Conseguenza di benedizioni tanto autorevoli, da questi tempi Casale si ingrandisce grazie all’arrivo di famiglie che lasciano i piccoli borghi di collina, per costruirsi nuove abitazioni intorno alla cattedrale evasiana.
aldo timossi
FOTO. Francobollo per la consacrazione del Duomo






