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“Racconti nel buio” di Roberto Turolla

Sabato 19 maggio alle ore 16 a Moncalvo

Presentazione libraria “Racconti nel buio” di Roberto Turolla  , sabato 19 maggio alle ore 16, presso la Biblioteca Civica di Moncalvo, per iniziativa del Leo Club Moncalvo e con il patrocinio del Comune di Moncalvo.  

Racconti nel buio” è la prima pubblicazione (una raccolta in narrativa uscita nel 2017) del murisenghese Turolla, 30enne, letterato, filologo e linguista italiano, non vedente dalla nascita. Un libro che per l’autore è una sfida, con se stesso e con il mondo, per il superamento dei luoghi comuni e dei pregiudizi verso le disabilità, ma soprattutto per far comprendere che le stesse “non vanno confinate nei recinti delle forme difettose, bensì percepite e trasformate in abilità precise, regolate da tecniche proprie”. “Un modo” precisa Roberto, “per uscire dalla modalità pietistica di rapporto nei confronti del disabile ed entrare in una piena e completa parità, seppur su territori diversi”.  In effetti scrivere di narrativa, ovvero in una modalità che da tremila anni è incentrata in buona parte sull’accesso visivo, per un non vedente è decisamente una pratica complessa e  problematica e, per certi versi, addirittura “ridicola”.

Ma Roberto ha scelto di scrivere “facendo finta di vedere”. Per lui, scrivere “tramonto infuocato” o “capelli biondi”, non significa assolutamente nulla. I colori per lui sono sempre e solo dei nomi.  “Ma scrivere di narrativa per un non vedente” aggiunge Roberto, “apre una riflessione della scrittura come strumento per conoscere il mondo”. Attraverso l’ascolto dei film e della radio, il giovane murisenghese è riuscito a familiarizzare con la lingua dei vedenti e, così facendo, l’ha intrecciata alla sua personale per costruire un lessico che gli ha permesso di descrivere immagini associate a quelle visive, come se davvero sapesse di cosa si tratta. La letteratura dunque, per Roberto, è stata superata dalla letteratura stessa, mentre la scelta della narrativa coma genere, è stata motivata dal desiderio di esplorazione. “Un concetto collegato al desiderio di far galoppare la fantasia e la sintassi come esercizio di esplorazione del mondo perché” ha sottolineato, “si può dire di conoscere il mondo solo se lo si riesce a nominare e, questo, lo si può fare solo attraverso la letteratura e la potenza evocativa che le parole suscitano nella nostra mente, generando immagini vivide, precise e definite”. Lo stesso Freud sosteneva che il linguaggio stesso ha l’obiettivo di ricreare nella mente l’oggetto mancante per lenire la sofferenza del distacco; “se così è” ha sottolineato Massimo Tallone, a cui è affidata la prefazione del libro, “allora le parole sostituiscono la realtà e, la realtà, diventa inafferrabile, assente, sfuggente e noi, restiamo ciechi e parlanti”. Partendo da tale assunto se ne ottiene che la vista interiore del non vedente è formata da oggetti mentali, da simboli e da rappresentazioni della realtà del tutto personali e formati esclusivamente da parole che ricostruiscono il mondo. Ma veniamo ai 10 Racconti del buio. Di cosa parlano? C’è un fil rouge che li unisce? “Il tema preponderante è il buio, qualcosa che succede nel buio. I protagonisti, non vedenti per natura o per cause esterne (la notte, luoghi privi di luce, ecc.) si trovano immischiati in situazioni di difficoltà, pericolo e paura e, dovranno cavarsela senza sfruttare la vista”. Sono racconti di fantasia? “Si. Quattro però, partono da episodi storici reali per poi proseguire nella fantasia”.  Qual è la tua vera scommessa?Se l’autore è veramente bravo” dice Roberto parlando ovviamente di sé, “il lettore non si accorgerà che i racconti sono scritti da un non vedente e, la disabilità si annullerà. Ho usato la lingua dei vedenti per essere compreso”. Quali sono state le difficoltà maggiori che ha incontrato nella scrittura?Talvolta l’idea di partenza, poi la ricerca del tono giusto, lo stile e il registro”. Da dove sei partito?A livello sensoriale, da esperienze vissute in prima persona, ma anche da esposizione di terzi o citando la stessa letteratura”. Roberto ha frequentato le scuole dell’obbligo a Murisengo dov’è nato e cresciuto. Già dall’asilo, ha potuto avvicinarsi al braille, per poi passare alla dattilo braille, al personal computer, agli strumenti con sintesi vocale e barra braille fino agli screen reader. Ha  frequentato il liceo classico di Casale: “il metodo che offre la formazione classica è spendibile in qualsiasi disciplina” sostiene Roberto, “dall’istruzione all’arte, il classico è la base, la chiave d’accesso verso tutto il resto” e, leggendolo, si comprende: i suoi racconti sono melodiose armonie. Laureatosi a pieni voti nel 2013 con una tesi in linguaggio radiofonico sulla trasposizione di un romanzo francese, ha parallelamente coltivato gli studi di chitarra classica frequentando il Conservatorio.

Da due anni segue i corsi di scrittura di Tallone. E’  appassionato di radiocronoca sportiva. Di Volley in particolare. Suona chitarra classica ed è componente del trio I Toni miti.  Tra i suoi prossimi impegni ci sono concerti, musica e nuove pubblicazioni. Ingresso libero.

Chiara Cane