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Beatrice di Tenda torna a casa...

Al Municipale sabato molteplici suggestioni intellettuali-Scuse scherzose da Binasco...

E' sempre un'occasione da non perdere quando un concerto usa la musica per raccontarci storie e luoghi. A meno che due ore prima la Regione Piemonte non abbia diramato un'allerta meteo raccomandando a tutti di restare a casa (anche dal Comune di Casale, ndr). I pochi  che hanno osato sfidare le infauste previsioni, arrivando al Municipale di Casale lo scorso sabato per la serata dedicata a Beatrice di Tenda, però non se ne sono pentiti, godendosi un evento che offriva la possibilità di vivere molteplici suggestioni intellettuali.

Per capire esattamente quali consigliamo di recuperare - in cartaceo o digitale - l'ultimo numero della nostra testata che parla del concerto oppure il "Viaggio d'autore" del Monferrato a Binasco (in rete internet, ndr)  che riassume la vicenda storica. Se proprio siete pigri facciamo una sintesi.

L'evento al Municipale chiudeva le celebrazioni per 600 anni dalla morte di Beatrice di Tenda, nobildonna vedova del condottiero casalese Facino Cane, fatta giustiziare da Filippo Maria Visconti nel 1418 con l'accusa di adulterio. Accusa creata ad arte per intascarsi la dote di lei: un patrimonio che in pecunia e contadi ha permesso alla famiglia del biscione di edificare castelli per mezza pianura padana. Per commemorarla l'associazione "Voce divina" con il direttore artistico Carlo Capra ha creato un programma di appuntamenti che ha coinvolto quattro comuni: Tenda, Casale, Abbiategrasso, dove Beatrice teneva corte e Binasco dove si è consumato il tragico epilogo. Quattrocento anni dopo la morte di Beatrice il dramma, infatti, ispira Vincenzo Bellini e Felice Romani per un'opera che andrà in scena alla Fenice nel 1833, non proprio accolta dall'entusiasmo, ma che comunque nel 1840 sarà rappresentata per la riapertura del "Teatro dei Nobili" di Casale Monferrato. Sì proprio il Municipale dove ci troviamo.

Insomma Beatrice di Tenda torna a casa due volte in questa serata: sui luoghi che l'hanno vista protagonista sia nella storia che nella musica e lo fa con un estratto delle più belle arie dell'opera, commentate e accompagnate dal pianista Marco Turri, chiamato anche a riassumere la vicenda e aggiungendo anche omaggio a Bellini realizzato dal Casale Coro diretto da Giulio Castagnoli e accompagnato da Andrea Stefenell e persino con i figuranti de La Compagnia del passo antico di Binasco.

C'è però un altra chiave di lettura di questa serata e la fornisce lo stesso sindaco di Binasco Riccardo Benvegnù, intervenuto insieme al primo cittadino di Abbiategrasso Cesare Francesco Nai, alla serata. "Mi scuso a nome di Binasco per essere il comune che ha visto l'esecuzione di Beatrice" comincia scherzando poi ricorda che mancano pochi giorni alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne e in un paese dove il femminicidio ha una percentuale degna del medioevo forse la vicenda di Beatrice deve far riflettere.

E se pensate infatti che questo non c'entri nulla con la musica, ebbene è il momento di immergervi nell'ascolto dell'opera belliniana e comprenderne la modernità.

Si dice che il melodramma romantico sia sostanzialmente la storia di un tenore che vuole andare a letto con il soprano a dispetto del baritono. Qui abbiamo un baritono (Filippo Maria Visconti) che vuole uccidere il soprano accusandola di andare a letto con il tenore. Semplificazione estrema di un dramma ricco di  contrasti emotivi, ripensamenti e riflessioni molto profondi per gli standard del melodramma di metà ottocento.

C’è Filippo ad esempio che all’ultimo è indeciso se far mozzare davvero il capo della consorte, ma poi riflette: è una donna forte, con tanto di esercito al seguito, se vuole il potere non ha alternative. C’è Beatrice che non è innamorata....

  Alberto Angelino 

Articolo nel numero cartaceo di martedì

FOTO- Foto di gruppo finale al Municipale (f. Luigi Angelino)