Notizia »

Un Pellizza al Museo

“Studio di testa”

Nella sala delle Lunette del Museo civico domenica è stato presentato“Studio di testa”, dipinto del maestro divisionista Pellizza da Volpedo (1868-1907) proveniente da un privato collezionista che lo ha concesso in comodato triennale.

Dopo il saluto e il compiacimento dell'assessore alla cultura Gigliola Fracchia ("si rende  il livello del museo  sempre più prestigioso"), Alessandra Montenera ha sottolineato  l’importanza dell’evento per la storia del museo di Casale Monferrato (di cui è responsabile, ndr) che con questa opera completa un percorso fondamentale di fine '800 con la grande presenza delle opere di Leonardo Bistolfi, il prestito delle opere di Angelo Morbelli ed ora anche un Pellizza da Volpedo, per far rivivere quel celebre salotto degli anni Novanta dell’800 formatosi alla Colma di Rosignano, a villa Maria nella casa-studio di Morbelli; ha poi introdotto  la massima esperta di questi argomenti, la storica dell’arte Aurora Scotti, docente universitaria e direttrice dei musei di Volpedo.

La Scotti ha tracciato la contestualizzazione storica dell’opera già storicizzata in precedenti pubblicazioni , cominciando a visionare il percorso dei tre grandi artisti e amici, anche sotto il profilo psicologico delle loro personalità , tre ritratti che li rappresentano con le loro caratteristiche esistenziali. Da sottolineare la differenza di un decennio di età in meno nei confronti degli amici, che porta il Pellizza ad avere una visione un pochino diversa. Nella “ Testa di vecchia” del 1884, in “Alba triste” e “Venduta” del 80’ abbiamo degli studi di carattere del ritratto Morbelliano; Bistolfi negli “Amanti” del 83 rivela attenzione per gli aspetti quotidiani e nella “Sfinge” del 82 la figura viene materializzata in una cascata di fiori. Negli stessi anni Pellizza crea i primi autoritratti giovanili. I primi ritratti del Pellizza palesano confronti cromatici importanti e una sottile malinconia ma con grande sensibilità e tecnica  accentuata anche dall’esperienza della frequentazione a Bergamo del maestro Cesare Tallone dagli anni 90’.

 L’opera “Studio di testa” si colloca in questo periodo - evidenzia la Scotti - ed è uno studio di gamme di luci che riverberano nella testa calva e nel profilo del viso, particolare per la diagonalità dei tagli; nella giacca ci sono solo bianchi e marroni e non rossi o altri colori, che accentuano le rotondità espressive e la loro armonia in questo caso non è ancora divisionista. Nel proseguo storico l’artista evolverà la sua ricerca, come in “Maternità incipiente” del '90 e in altri ritratti sempre degli anni 90, nei quali cerca assolutamente, oltre la somiglianza, la struttura della forma dell’opera. In alcuni ritratti degli anni 90, fatti su commissione di privati, è interessante l’attenzione per l’empatia del soggetto, ma anche per l’abbigliamento  che palesa lo stato sociale del committente. L’opera in comodato, dalla quale  traspare una qualità pittorica eccellente ed un fascino tecnico e di ricerca creativa suggestivo, ha avuto anche una storia espositiva singolare: il Pellizza, artista di grande riflessione e profondità di pensiero,  era anche audace ed ironico ed infatti espose quest’opera  alla mostra dell’Indisposizione artistica del 1903 a Voghera e sulla rivista “l’uomo che ride”, cambiandole il titolo ed il significato espressivo.

Un’occasione, questa del Museo casalese, per rileggere un grande periodo artistico della nostra cultura visiva, quello della fine dell’800 ed inizio 900, verso una nuova visione dell’arte quella divisionista ed europea, nata anche sulle colline del nostro Monferrato alla Colma   

Piergiorgio Panelli

Foto Luigi Angelino