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Il ritorno della "Nona di Beethoven''
Tutto esaurito sabato sera al Municipale - Prima della prima con Coaloa
E' un pubblico visibilmente emozionato quello che ha assistito sabato sera al ritorno della "Nona di Beethoven" a Casale, più di un'ora di musica senza un colpo di tosse, lo scartamento di una caramella, l'accenno di uno sbadiglio.
Un concerto che, caso insolito per la città, inizia come in tutti i teatri del mondo: senza discorsi istituzionali e ringraziamenti agli sponsor: solo un "LA" per accordare e un colpo di bacchetta. E perchè no? siamo qui per la musica, per Beethoven che in questi giorni compie 250 anni (auguri caro Ludovico) e per una capolavoro assoluto dell'arte che non si ascolta dal vivo tutti i giorni e di certo non a Casale Monferrato.
Anche perchè mettere insieme una grande orchestra e un coro non è un'impresa facile. Ci è riuscita Sabrina Lanzi, direttore artistico della Monferrato Classic Orchestra, che insieme a Richard Stephan Felderer ha coinvolto un direttore blasonato come Sandor Karolyi, il Casale Coro diretto da Giulio Castagnoli (che a sua volta ha coinvolto il Coro Mario Panatero di Alessandria a rinforzo) e organizzato una vera tournée dedicata alla sinfonia: tre tappe che hanno portato il nome di Casale e del Monferrato anche a Bollate il 10 gennaio e a Piacenza il 12.
A darci un'idea dell'eccezionalità dell'evento ci ha pensato Roberto Coaloa nel suo incontro "Prima della Prima", ricordandoci come Nona Sinfonia avesse avuto a Casale Monferrato un'unica rappresentazione: il 13 aprile 1939 al teatro Politeama.
Per inciso una delle prime esecuzioni anche in Piemonte di un'opera complessa dal punto di vista organizzativo, ma anche arrivata tardi nel "paese del melodramma".
Quella serata aveva visto il "fior fiore della città" per citare le cronache dell'epoca e recensioni entusiaste, ma ci ha lasciato anche l'impressione del canto del cigno di una magnifica stagione culturale finita con la guerra in procinto di scoppiare. Coaloa ricorda che l'ottocento vide il casalese Carlo Evasio Soliva splendere in Europa e scambiarsi dediche proprio con Beethoven, che il giovane Arturo Toscanini di ritorno dal Brasile passò un anno a Casale alternandosi alla direzione delle orchestre del Municipale e del Politeama, ma sopratutto litigando con i Casalesi che concepivano l'ascolto musicale come un momento mondando, commentando e chiedendo bis a gran voce. Apprendiamo da Coaloa che Toscanini sfiorò il duello e non tornò più a Casale. Ma in compenso il primo '900 vide stagioni musicali finanziate da Camillo Venesio con orchestre e solisti di pregio.
Questa volta in un teatro in poco tempo "sold out" per l'evento, il nuovo "fior fiore della città" sta in religioso silenzio: autorità, signore eleganti, studenti, cittadini curiosi, sono persino intimoriti dalla grandezza dell'opera e del momento. Scatta solo in un applauso informale dopo il terzo tempo, quando entra il Casale Coro. Toscanini avrebbe avuto da ridire, ma caspita non vuoi incoraggiare il tuo conoscente sul palco che sta per entrare nella storia? Perchè è quello che sta capitando: se si scriverà un nuovo libro sulla musica a Casale questa data sarà citata.
L'emozione fa quasi passare in secondo piano l'esecuzione. Anche perché il Municipale e l'elefantiasi della Nona non vanno troppo d'accordo. Il direttore Sandor Karolyiha giocato molto sull'esuberanza giovanile dell'orchestra, conferendole un suono scintillante Lo abbiamo sentito nei precedenti concerti e nelle prove di questa sinfonia, ma i pesanti velluti del teatro smorzano parecchio tutta questa potenza sonora. Inoltre il palco stretto compatta l'acustica di coro, solisti e orchestra con risultati imprevedibili: per un lato della platea questa Nona è soprattutto una questione di trombe, una parte sente gli archi, ma non il coro, un'altra distintamente il tenore, ma non gli altri solisti. Tutti però sono d'accordo nell'affermare che dal loggione è perfetta, il che è comprensibile se pensate che il nostro teatro è più alto che largo.
Ognuno ha la propria sensibilità, ma in questo contesto non bisogna perdere l'eccezionalità dell'evento e le cose ottime sentite da questa formazione. Specie gli archi all'attacco del secondo movimento e la cantabilità dell'adagio sono degni di una grande orchestra europea, inoltre è d'obbligo citare i solisti:Lala Murshudli, Francesco Tuppo, Eleonora De Prez e Luca Simonetti.
Il finale poi fa dimenticare ogni problema.....
Articolo completo di Albertto Angelino nel numero in edicola martedì
Foto (Luigi Angelino) del Municiplae gremito (termine dell'esecuzione)






