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Fubine: crocifisso del Quattrocento
Scoperto nei sottotetti della parrocchiale - Ora in restauro
A Fubine, alla Chiesa Parrocchiale Assunzione di Maria Vergine, nel corso di un sopralluogo nei sottotetti, è stata effettuata una scoperta inaspettata.
Si tratta di una pregevole scultura lignea policroma del XV secolo raffigurante Gesù Cristo Crocifisso proveniente presumibilmente dall’altare del SS. Crocifisso ancora oggi posto a destra dell’altare maggiore e attualmente ornato da un gruppo scultoreo ottocentesco comprendente anche la Vergine Addolorata.
Dato il grande pregio dell’opera e il cattivo stato di conservazione in cui versava, l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Casale ha subito disposto, in accordo con il parroco don Macaire, e con la Soprintendenza di trasferire la scultura nei depositi diocesani, avanzando successivamente richiesta di autorizzazione per procedere al restauro affidato alla vercellese Maria Grazia Ferrari in collaborazione con Veronica Sfondrini.
Dalla forte resa naturalistica, il manufatto presenta caratteristiche di grande interesse e rarità, tra le quali si cita il meccanismo che consente la mobilità degli arti superiori collegati con il resto del corpo da una tela di lino dipinta con l’intento di imitare in modo realistico l’anatomia della spalla. Tale espediente era piuttosto diffuso anticamente e permetteva di deporre la statua di Cristo dalla croce in occasione delle celebrazioni della Settimana Santa.
Tuttavia, ad oggi, non sono molte le opere di questo tipo ad essere sopravvissute sino a noi, essendo state spesso sostituite nel corso dei secoli successivi con sculture fisse.
Nel corso di un recente sopralluogo nel laboratorio Ferrari di Vercelli da parte del funzionario della Soprintendenza Liliana Rey Varela e del direttore dell’Ufficio Beni Culturali, Raffaella Rolfo, con la collaboratrice Chiara Mainini si è potuto costatare lo stato di avanzamento lavori.
Conclusasi la prima fase di restauro conservativo realizzato grazie ai fondi CEI 8xmille e comprendente le operazioni di pulitura, rimozione delle ridipinture applicate nel corso del tempo, trattamento antitarlo, consolidamento del materiale ligneo e degli strati pittorici sarà ora possibile procedere con il cosiddetto restauro estetico che permetterà di completare il reintegro anche pittorico del manufatto.
Questi ultimi interventi saranno effettuati grazie al finanziamento della regione Piemonte nell’ambito del progetto “MAB” a cui la Diocesi di Casale aderisce ogni anno insieme alle altre Diocesi della Regione Ecclesiastica Piemonte e Valle d’Aosta.
La chiusura dei lavori avverrà salvo imprevisti entro il mese di giugno dell’anno corrente ed è già in previsione una prima esposizione all’interno del Museo del Duomo di Casale per offrire al pubblico la possibilità di ammirare da vicino il manufatto recuperato.






