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"La strada del Fiammingo. Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra''
Di Graziella Riviera - Presentazione a Torino
Martedì 19 dicembre, alle ore 17, all'auditorium Vivaldi, in Piazza Carlo Alberto 3 a Torino, si tiene la presentazione del libro di Graziella Riviera "La strada del Fiammingo. Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra''. Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.
Con l'autrice intervengono: Giuseppe Pichetto, Presidente Centro Studi Piemontesi; Renata Lodari, Presidente Ente Gestione Sacri Monti del Piemonte; Rosanna Roccia, Direttore “Studi Piemontesi”; Giovanni Tesio, Università del Piemonte Orientale. Coordina Albina Malerba Saluto di chiusura dell’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi.
La 'strada' è quella che Jean de Wespin detto Tabaguet, il Tabachetti, (Dinant, 1568 circa – probabilmente Costigliole d'Asti, 1615 circa), statuario e pittore, percorre a vent'anni dallla natia Dinant nel Brabante per raggiungere prima Milano (dove lavora alla fabbrica del Duomo) poi il Monferrato (e qui emergono i cantieri del Sacro Monte di Crea -Jean prende alloggio prima a Forneglio poi in una parte del Castello di Salabue). Altra tappa Varallo e sempre per le cappelle di un altro Sacro Monte
Jean si sposa a Costigliole nel 1596. A Crea lo raggiunge poi il fratello Nicola. A gloria dei Tabacchetti basterebbero le 117 figure sospese, quasi in volo attorno alla Madonna, nella cappella del Paradiso.
Con la sua vita si intreccia quella del grande pittore Guglielmo Caccia (Montabone, 9 maggio 1568 – Moncalvo, 1625) e delle sue figlie.
Un libro che sotto le interessanti spoglie di un romanzo (così si legge 'meglio', ma noi siamo interessantissimi ai documenti prodotti...) fa emergere il Monferrato in tutte le sue sfaccettature (il mercato del giovedì a Moncalvo, il profumo di tartufo anche ad agosto...) in un'epoca non facile ma ricca di fermenti artistici.
Bisogna aggiungere che l'autrice è di origini monferrine (il Rinchiuso di Moncalvo) che l'aiutano ad entrare meglio nello spirito di un territorio che (io dico per fortuna) in molte zone è rimasto intatto (di qui il premio di patrimonio umanità Unesco...).
Luigi Angelino
In copertina interno di una cappella di Crea, Le nozze di Cana (f. Andreone, Crea)






