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Viaggio nella memoria

A Valle Lomellina

 

Come accade da tre anni a questa parte, anche la festa patronale di settembre sarà accompagnata dall’allestimento della mostra fotografica, curata da Sergio Feccia e organizzata dalla biblioteca “G. Marucchi” in collaborazione con l’Assessorato alla cultura di Valle Lomellina nella persona del Vice sindaco Matteo Barbieri.

Continua così il percorso intrapreso. Anche la formula sarà quella collaudata; la novità consiste nelle modalità con le quali è stato raccolto il materiale esposto. Qualche mese fa, nell’ottobre del 2025, i discendenti della famiglia Robecchi Stagnoli, oggi residenti a Genova, nella persona di Bianca Rapellino e dei suoi familiari hanno donato al Comune di Valle un cospicuo numero di fotografie riguardanti la vita lavorativa che si svolgeva, nel 1922, all’interno della cascina Bordignana, dove i Robecchi Stagnoli erano affittuari.

L’appuntamento di settembre offrirà l’occasione di visionare questo ingente lascito documentario (rimasto fino ad oggi inedito), grazie al quale il pubblico potrà tornare con la memoria a quando Bordignana, più che una cascina, era quasi un secondo paese. Come di consueto, le foto saranno dapprima presentate al pubblico, nella serata del 4 settembre, in forma digitale, e poi esposte in forma cartacea sabato 5 e domenica 6, il tutto nella sala Polifunzionale “Alessandro Savini” in Corte Granda. All’inaugurazione, in programma sabato 5 settembre alle ore 16:30, sarà presente, in rappresentanza della famiglia Robecchi Stagnoli, la sig,ra Luisa Rapellino, alla quale manifesteremo tutta la nostra gratitudine per il considerevole materiale donatoci. Dietro l’inesorabile velo del tempo, prendono anima e corpo donne e uomini che hanno provato con il duro lavoro dei campi disagi, avversità sociali, politiche e sanitarie gravanti sui lavoratori agricoli nei primi decenni de ‘900. Le immagini documentano i gesti sempre eguali e scandiscono il ritmo dei lavori che si susseguono nel ciclo delle stagioni; dove una moltitudine di salariati, impegnati nelle diverse funzioni operative, regala al visitatore della mostra una rappresentazione della cascina Bordignana simile ad un agglomerato urbano, con la sua chiesa, il parroco in pianta stabile, la scuola multiclasse, due osterie, una intensa vivacità sociale e una frenesia di sentimenti durante le serate sull’aia nel periodo della monda. Un tuffo nel passato, ma anche un velo di malinconia, quando osserviamo i volti scavati dal tempo, che ha cancellato nelle donne ogni parvenza di femminilità e negli uomini i tratti della giovanile virilità. Gli abiti da lavoro frusti e lisi vestono corpi stanchi e solo in rare circostanze lasciano il posto all’abito buono della festa, in modo da non sfigurare nelle foto davanti la casa padronale.

Le immagini in sala Polifunzionale, mostreranno la splendida architettura rurale della Corte Lombarda (oggi imbruttita da volgari e freddi volumi in cemento, che hanno cancellato ogni riverbero di storia e cultura) e renderanno nuovamente attuale l’imponente aspetto di un interminabile convoglio agricolo che, partendo da Bordignana, si porta via i ricordi di una irripetibile traccia di vita.

Appuntamento quindi per il 4-5-6 settembre prossimi, nella sala polifunzionale “A. Savini”, in piazza Corte Granda a Valle Lomellina.