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Monferrato Classic Festival
La pianista Jun Li He al Vignale bis
Il Monferrato Classic Festival non “leva le tende” dalla Chiesa della Beata Vergine Addolorata e, dopo il poker di domeniche ad agosto, concede il bis di quattro concerti anche nel mese di settembre. Un’occasione “ghiotta” non solo per gli estimatori della musica e della kermesse itinerante ma anche per chi vuole visitare l’edificio sacro più antico del paese, che ben si presta acusticamente al pianoforte e agli altri strumenti ma che non offre, nel corso dell’anno, una meritata sequenza di aperture al pubblico.
16 anni compiuti lo scorso 18 luglio, classe 2010, nata a Lecco ma dalle radici cinesi, la pianista Jun Li He ha inaugurato domenica 6 settembre la coda-bis di recital vignalesi. Formatasi al Civico Istituto Musicale “Zelioli” della sua città e quindi a PianoFriends di Milano con Maestri del calibro di Isabella Chiarotti e Vincenzo Balzani, Jun Li He vanta un palmares con 24 fra medaglie d’oro e Primi Premi Assoluti in concorsi nazionali e internazionali (si segnalano la Orbetello International Piano Competition Junior, Piano Talents, Rome International Music Competition, Franz Liszt Center International Piano Competition e Champions Keyboard). Precoce concertista, ha debuttato a 12 anni con la Filarmonica Ettore Pozzoli diretta da Mauro Bernasconi nel Concerto per pianoforte e orchestra K 415 di Mozart. Ha, inoltre, partecipato alla Masterclass ABF 2022 della Andrea Bocelli Foundation.
A Vignale la giovane pianista ha scelto un programma solenne e impegnativo, ma sfaccettato. L’esordio è avvenuto nel segno della immortale Sonata “Patetica” di Beethoven, nella quale il genio di Bonn fece confluire la tensione scatenata dall’Europa delle guerre rivoluzionarie e dai primi segnali di una sordità che si sarebbe manifestata nella sua cruda totalità. Due pagine del “poeta del pianoforte”, Chopin, il Notturno op. 27 n. 1 e la Ballata n. 2 op. 38 - quest’ultima dedicata a Robert Schumann, hanno anticipato l’iberico e meno eseguito Enrique Granados, di cui Jun Li He ha scelto le giovanili pagine dei Valses Poéticos e “El Pelele” dalla suite “Goyescas”, la metamorfosi pianistica delle pennellate di Francisco Goya, di cui rimase folgorato dopo averne viste le tele al Prado. Bis ancora “spagnoleggiante” con Claude Debussy e “La Soirée dans Grenade” dalle Estampes.
Non solo musica. Il Monferrato Classic Festival ha esposto alla Chiesa dell’Addolorata le tele dell’artista inglese, trapiantata in Italia, Joy Moore, una rievocazione dell’effervescenza paesaggistica del pittore romantico, dagli accenni pre-impressionisti, William Turner.
Il pianoforte non se ne andrà dalla chiesa romanica: il Festival aprirà le porte a Giulia Toniolo (domenica 13 settembre), Zhuoya Wang (domenica 20) e Margherita Rordorf (domenica 27).
Paolo Giorcelli






