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Monferrato Classic Festival
Ad Ottiglio, domenica 16 ottobre alle ore 17 il pianista ferrarese Martinelli
Il primo appuntamento della serie di concerti di Monferrato Classic Festival di ottobre si svolgerà ad Ottiglio nel rinnovato Auditorium don Gino Piccio.
Ad esibirsi un gradito ritorno, il talentuoso giovane pianista Riccardo Martinelli. L'affezionato pubblico del Festival ha avuto già la possibilità di ascoltare questo straordinario interprete a Casale Monferrato presso la Sala Chagall del Castello, concerto indimenticabile con l'esecuzione di un programma che prevedeva una difficile rapsodia di Liszt eseguita con maestria e con un virtuosismo mai fine a se stesso.
Diciannove anni, ferrarese di origine, Riccardo Matinelli inizia a studiare violino all’eta di 4 anni e pianoforte a 6 anni. A 7 anni entra nel corso di avviamento al pianoforte tenuto dalla prof.ssa Luisa Grillo presso il conservatorio di Ferrara e dal settembre 2013 prosegue gli studi presso la Scuola Du Prè di Minerbio.
Si distingue in importanti concorsi pianistici nazionali ed internazionali (fra i tanti si ricordano i primi premi assoluti ad Usti nad Laben in repubblica Ceca e a Chisinau in Moldavia).
È uno dei pochissimi giovani pianisti italiani ad avere in repertorio una gran quantità di primi premi in competizioni pianistiche internazionali.
Concertista molto attivo con programmi impegnativi, a soli 12 anni si esibisce a Zagabria presso il conservatorio "Pavla Markovca" ottenendo grande successo di pubblico e critica.
Ad Ottiglio, domenica 16 ottobre alle ore 17, lo ascolteremo con l'esecuzione di brani di Robert Schumann. Ad aprire il concerto il noto Carnaval op 9,composizione ricca di slanci romantici. Il compositore tedesco, nessuno seppe farlo meglio di lui, sdoppia la sua personalità musicale in questa composizione. Florestano rappresenta il lato fantastico ed appassionato della sua natura, Eusebio quello contemplativo, dolce e sognante.
A seguire la Sonata op 22, composizione giovanile schumanniana in cui virtuosismo, tecnica, spettacolarità ricordano il funambolismo di Paganini che Schumann aveva ascoltato in concerto e che trasferisce in questo brano. Un romantico come Schumann non vive di virtuosismo fine a se stesso, ogni singola battuta la utilizza per esprimere al meglio la sua infinita poesia.
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