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Valle: tutto esaurito
Merito di Sabrina Lanzi che ha passato il Sesia... Violoncello proteiforme e un violino con una lunga parte virtuosistica
Un altro bel “tutto esaurito” per questo secondo appuntamento con il Monferrato Classic Festival approdato a Valle Lomellina. Un bel risultato per il sindaco Roberto Bertassi che ha chiamato qui l’infaticabile Sabrina Lanzi con lo scopo dichiarato di unire, nel nome della musica, due terre contigue. E lei, direttore artistico del MCF, ha passato il Sesia dopo anni di stagioni concertistiche sulle colline. Di musica classica non se ne mai vista molta in questa terra che i Piemontesi considerano un’estensione lombarda della loro Regione (e da un punto di vista storico in effetti è così). A quanto sembra se ne sentiva il bisogno, visto che domenica 11 marzo non c’era una sedia libera in una sala da 100 posti per un programma che più classico-cameristico non si può: trio con pianoforte nella sua più formale definizione romantica. Suonano Paolo Chiesa al violino, Tommaso Cavallo al violoncello e la stessa Sabrina Lanzi al pianoforte. La sala ha un’ottima acustica, almeno per il tocco delicato di Lanzi che arriva distinto ovunque, mentre tende rendere un po’ secco il suono degli archi, ma i due esecutori sono prime parti della Monferrato Classic Orchestra e quindi sanno come giocare le loro carte.
Il concerto inizia con il trio di Beethoven WoO 39 è poco più di un prezioso cadeaux scritto nel 1812 per la piccola Maximiliana Brentano: un solo movimento in cui, privo dall’affanno della pubblicazione, il compositore tende al sublime.
Con il Notturno D 897 di Schubert si passa a pagine più famose, concentrandosi sulla cantabilità degli strumenti, ma l’attesa è tutta per il Trio n 1 di Brahms. Presentarlo come lavoro giovanile del compositore di Amburgo può essere fuorviante. Brahms ci rimise mano più volte e si vede in un’armonia sempre più cangiante che si apre verso il tardo romanticismo, tanto da intonarsi bene con le opere floreali di Enrica Rossi disposte attorno al pianoforte (perché la rassegna del MCF ha esportato anche l’abbinamento tra musica e pittura). Il celebre Scherzo è il punto focale del brano, con un gioco di dinamismo rimico che ci lascia incerti se si evolverà in contrappunto, o in una danza campestre. E’ qui che gli esecutori danno il meglio, tra un violoncello che deve essere proteiforme e un violino con una lunga parte virtuosistica. L’Allegro finale permette al gruppo di essere trascinante e scatenare tutti i decibel che possono uscire dalle corde in un continuo intreccio di temi. Gli applausi arrivano naturali così come le richieste di bis accontentate di un delizioso preludio di Shostakovich.
La stagione alla Sala Alessandro Savini di Valle prosegue domenica 19 marzo, con il quintetto di fiati della Monferrato Classic Orchestra.
alberto a.
(f. ellea, gli esecutori al termine del concerto)
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