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Casale Monferrato, una capitale per il territorio

Un volume (curato da Carlo Aletto e Antonella Perin) di grande importanza per la cultura casalese

Sabato 15 febbraio alle ore 16, alla Sala delle Lunette presso il Museo Civico di Casale, con l'organizzazione dell'Associazione Casalese Arte e Storia (ACAS), si è tenuta la presentazione degli Atti del Convegno Casale Monferrato, una capitale per il territorio. Le premesse: da Teodoro II a Giovanni IV (1404 – 1464). Gli Atti sono curati da Carlo Aletto e Antonella Perin, la quale, in qualità di Presidente del sodalizio, ha introdotto l'incontro, mentre la presentazione dei contributi è stata affidata allo storico Giuseppe Sergi. L'ACAS si propone un più vasto progetto di ricerca riferito a Casale nel '400 e nel '500, per cui -come spiega Antonella Perin- si pensa ad una periodizzazione di questo tipo: 1) Le premesse: da Teodoro II a Giovanni IV (1404 – 1464). 2) La realizzazione: il marchesato di Guglielmo VIII (1464 – 1483). 3) Continuità e sviluppi: da Bonifacio III a Gian Giorgio (1483 – 1533). 4) Casale: capitale o repubblica? (1533 – 1569). Gli Atti, pertanto, presentano i contributi relativi al primo periodo individuato.

Il primo contributo è di ALDO A. SETTIA, Prima della capitale: la vocazione all'itineranza dei  marchesi di Monferrato. L'autore sostiene che nel primo periodo non si può parlare di capitale. Pensiamo anche al significato odierno che noi attribuiamo a quel termine. Non basta che il Signore, il marchese abiti in un luogo per un certo periodo per definirlo “capitale”. Una capitale si ha quando  quel centro abitato il Signore, in questo caso il marchese, lo sceglie come terra di abitazione permanente (o per un periodo significativamente lungo), e con lui sono presenti la Corte, gli organismi di potere e di governo, il Parlamento. Il dominio aleramico è invece segnato da una marcata “itineranza” delle abitazioni dei marchesi.

BEATRICE DEL BO prende in considerazione lo stesso periodo, ma da un altro punto di vista: Le premesse: gli uomini del marchese prima di “Casale capitale”. Sottolinea come i componenti della Corte non appartenessero mai alla borghesia o ad altre classi sociali, ma fossero sempre rigorosamente nobili. Solo le necessità pratiche comportavano il ricorso a notai, giuristi e contabili.  In questo ambito rientra anche il ruolo del vicario, per il quale notevole è il peso di uomini non aristocratici ed anche degli abitanti di Casale.

La cultura delle élites marchionali nella Casale della prima metà del Quattrocento è il tema affrontato da PAOLO ROSSO. Casale vide una assai significativa crescita culturale sotto il marchesato paleologo di Guglielmo VIII. Lo si nota in tutte le arti e in tutte le aree del sapere. Non mancano i contatti con l'umanesimo lombardo. Anche la costituzione di biblioteche e fondi librari caratterizza il periodo considerato.

ANTONELLA PERIN e CARLA SOLARINO sono le autrici dello studio: Casale e il territorio nella prima metà del XV secolo: architetture tra perdite e sopravvivenze. Le autrici esaminano committenze e cantieri, soffermandosi anche nell'esame di singole emergenze architettoniche, alcune delle quali non più esistenti come Santa Maria di Piazza, cui è dedicato uno studio assai interessante e molto approfondito. Si passa poi ad esaminare le emergenze architettoniche, soprattutto di carattere religioso, di Trino, senza dimenticare uno sguardo generale al Monferrato. 

ENRICO LUSSO prende invece in esame I castelli del Principe tra aggiornamento difensivo e potenziamento delle strutture residenziali. L'autore vi vede un progetto particolarmente complesso che prende le mosse da Teodoro I.

In questo interessante ed assai esaustivo esame si passano in rassegna il Palazzo marchionale di Trino, il castello di Moncalvo, il castello di Pontestura ed il castello di Casale.

Chiude il volume il contributo di MASSIMILIANO CALDERA, All'ombra dei Visconti e degli Sforza: momenti e percorsi delle arti figurative nelle terre del marchesato nella prima metà del Quattrocento. I temi più diffusamente trattati sono: esperienze del gotico internazionale a Moncalvo; Alba ed Acqui tra influenze lombarde e liguri; un tabernacolo marmoreo quasi sicuramente destinato al Duomo di Casale, ma i cui frammenti sono oltre che nell'abside del Duomo (foto) sparsi tra diverse chiese (tra cui San Michele di Balzola, ndr), ed una parte presente anche nel nostro Museo Civico. 

Questi Atti costituiscono un volume di grande importanza per la cultura casalese ed è per tutti noi motivo di grande soddisfazione sapere che si tratta solo della prima tappa di un imponente work in progress.

                                                                                                     Evasio Soraci