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  • CULTURA - Casale, 08/02/2010 09:41
    L'urlo della memoria e la fiamma del ricordo

    La memoria urla. Inorridita. Prepotente. La memoria brucia, si consuma, ritorna come una fiammella dall'abisso di nera disperazione. La memoria è viva.

    Nell'ultimo, commovente e solenne appuntamento per le celebrazioni della Giornata della Memoria, la tragedia ha il volto disperato e urlante di un uomo in cartone che vomita l’orrore dall'inferno della prigionia nazista con un grande grido angosciato che si alza e risuona senza fine nelle coscienze: è la bellissima opera d'arte creata dai ragazzi della Jaffe, ispirandosi a un quadro di Zoran Music e collocata ai piedi della scalinata in Comune.

    La fiamma del ricordo e del dolore accende le tante candele in memoria degli ebrei casalesi morti nei lager, un fuoco che non deve incenerire le reminescenze del passato ma purificare il futuro dell'umanità.

    A partecipare, sabato pomeriggio, agli avvenimenti organizzati da Comune e Comunità Ebraica, tantissimi casalesi, a partire dal sindaco Giorgio Demezzi, l'assessore alla cultura Giuliana Bussola, il consigliere regionale Beppe Filiberti, la presidente del Comitato Antifascista di Casale Annamaria Crosio, il presidente della Comunità Ebraica casalese, Giorgio Ottolenghi, il vice presidente Elio Carmi, molti cittadini e giovani del Leardi.

    Le celebrazioni sono cominciate nella Sala Consiliare del Comune, con i saluti del primo cittadino. << Giornate come queste- ha affermato Demezzi- servono a far riflettere in modo che drammi come l'olocausto non si ripetano più. Vedere anche i giovani protagonisti in queste iniziative rafforza la speranza. Purtroppo i testimoni viventi della Shoah sono sempre di meno>>.

    L'assessore Bussola ha definito l'olocausto << un orrore irreale, quasi impossibile da credere>>. Noto con piacere -ha di seguito aggiunto- come la città abbia partecipato appassionatamente e attivamente alle celebrazioni di queste settimane>>.

    Il professor Mauro Bonelli è poi intervenuto proponendo una relazione sulle fasi della Shoah, assistito nella parte tecnica da tre suoi alunni.

    L'insegnante del Leardi ha intrattenuto i presenti con un’ interessante lezione di storia, che sarebbe potuta continuare, animata di passione e competenza, per molte ore non fosse stato per i tempi imposti.

    Ripercorrendo tutte le fasi che hanno portato alla soluzione finale di Hitler, Bonelli ha mostrato fotografie agghiaccianti dei campi di sterminio: ammassi di cadaveri, bambini ridotti a scheletri, esperimenti medici su ragazzini usati come cavie. Scene raccapriccianti, che urtano la sensibilità umana, ma si dimostrano efficaci documenti di grande impatto.

    Al termine della lectio brevis, sono stati nominati, sulle gradinate municipali illuminate dalle candele, uno a uno, i casalesi che persero la vita nei lager. Un momento ormai tradizionale ma sempre toccante e partecipato.

    La manifestazione è proseguita in Sinagoga, dove Elio Carmi ha ricordato la tenacia e l'impegno con cui Ottolenghi ricopre il ruolo di presidente della comunità ebraica e la figura di Giuseppina Gusmano che rischiò la vita per salvare 20 bambini dai rastrellamenti.

    Giorgio Ottolenghi, Elio Carmi e la figlia Diletta hanno acceso sette lumini: sei per ogni milione di ebrei sterminati e uno per tutti gli zingari, omosessuali, portatori di handicap, oppositori vittime della crudeltà nazista.

    Per salutare degnamente il numeroso pubblico, il Coro dell'Istituto Leardi ha cantato due salmi ebraici eseguiti con maestria e trasporto, meritando il forte applauso a suggello della cerimonia.

    Fabrizio Gambolati


    f.g.

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