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  • CULTURA - Casale-Istituto Mazzone, 08/02/2010 11:53
    “Parabole laiche”

    Gianna Novazio Triglia ha parlato ad un folto numero di aderenti del Convegno Maria Cristina al Mazzone delle “Parabole laiche” tratte dalle Storie del buon Dio di Rainer Maria Rilke.

    Che cosa sono le parabole? Sono similitudini della realtà che rendono più semplice la realtà stessa. Pensiamo quanto ha insegnato Gesù con le parabole a persone che altrimenti non sarebbero state in grado di comprendere.

    Rainer Maria Rilke ha definito parabole le sue “Storie del buon Dio”.

    Nato a Praga nel 1875 e morto a Montreux nel 1926, Rilke è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo. Autore di opere sia in prosa che in poesia, è famoso soprattutto per I sonetti a Orfeo,le Elegie duinesi e I quaderni di Malte Laurids Brigge.

    Discendente dalla borghesia cattolica, trascorre l’infanzia e l’adolescenza infelici a causa della separazione dei genitori. Praga, la sua città natale, fornisce il clima e lo sfondo alle sue prime poesie, malinconiche e musicali. Nel 1901 sposa la scultrice Clara Westhoff, allieva di Auguste Rodin e da lei ha una figlia Ruth, ma poco dopo la nascita della figlia il matrimonio si scioglie.

    Dopo un viaggio in Russia, per la cui immensità prova un lirico entusiasmo e dove incontra il grande e già anziano scrittore Tolstoj, pubblica nel 1904, in occasione del Natale, le “Storie del buon Dio”, pervase da un lieve umorismo, ma che testimoniano la sua fervida sete di Dio. Ambientate nei luoghi più disparati – il ghetto di Venezia, la Firenze rinascimentale, un villaggio tedesco, una Russia vaga e dolente – affollate di personaggi strani ed improbabili, queste storie per adulti “ perché le raccontino ai bambini” servono a Rilke per dimostrare che solo parlando ai più piccoli si può tentare di cogliere un barlume della luce di Dio.

    Queste “ Storie “ hanno un fascino fondato su una sapiente miscela di nostalgia e di sottile ironia. Il Dio delle Storie è un Dio cercato, atteso, smarrito, persino dimenticato e mai posseduto, un Dio che “vede, scruta, osserva, prova immensa nostalgia, ma tra Lui e l’uomo tornano a frapporsi immagini di una lontananza, o di un dissidio, che lo costringe a ritrarsi. Ma non è mai vera “assenza”, tutt’altro; questo buon Dio resta insieme protagonista e “sfondo” delle Storie: un protagonista molto discreto ma insostituibile , che sembra non comparire se non come motivazione ultima del narrare; e invece “sfondo” onnipresente , perché la purezza di ascolto dei bambini sente quella presenza, come uno sguardo innocente e nuovo che sa ancora cogliere la freschezza del mondo e della vita.

    Gianna Novazio Triglia con la sua presentazione profonda e brillante ha saputo far amare ed apprezzare a tutte le socie presenti questa grande figura di poeta e scrittore e la Presidente Tiziana Cerutti l’ha sentitamente ringraziata a nome di tutte le presenti.

    Olga Bonzano


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