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SENTENZA ETERNIT: 16 anni a Schmidheiny e a De Cartier. FOTO, VIDEO, AUDIO E LA SENTENZA

Il Tribunale di Torino lunedì 13 febbraio alle ore 13,15 ha condannato a 16 anni di carcere ciascuno Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier alla fine del processo Eternit I commenti dei sindaci «Eternit bis». A sentenza pronunciata, tra i sindaci del Monferrato si respira aria di ritrovata coesione. Le offerte di Schmidheiny, avanzate a ridosso della sentenza, sembrano, ormai, lontane anche se non mancano le riflessioni e i paragoni con le provvisionali della sentenza. Tra i primi cittadini si è instaurata una forte volontà di non abbandonare la causa. Per chi già era costituito parte civile la “battaglia” continua nella speranza di trovare degna ristorazione mentre per chi non è stato protagonista del procedimento, è giunto il momento di far sentire la propria voce perché, sottolineano quasi tutti, «l’amianto è presente massivamente sul territorio e va bonificato». L’unione, insomma, fa la forza. «Possiamo essere soddisfatti a livello territoriale - ha spiegato il sindaco di Ozzano Davide Fabbri - siamo andati e tutti andiamo nella stessa direzione. Il Monferrato è uno, non sono tanti “pezzetti”. È giusto che ci sia un fronte comune». Visibilmente emozionato il primo cittadino di Conzano Emanuele De Maria: «Sentir leggere tutti i nomi è stata un’emozione forte, toccante. Non entro in questioni tecniche ma per ciò che è stato fatto al territorio una condanna era auspicabile. È arrivata, è solo il primo passo. Ora c’è un punto fisso che indica la giusta strada». «Non poteva essere diversa la sentenza - ha commentato Paola Robotti sindaco di Valmacca - Sono soddisfatta ma credo che i risarcimenti non siano adeguati. Quelle persone hanno creato troppo male sul nostro territorio… devono ripagarci adeguatamente». «Questa coesione - ha commentato il consigliere comunale di Villamiroglio Davide Giolito - non può che portarci a guardare con serenità al futuro». Il primo cittadino di Terruggia Giovanni Bellistri ha parlato di una «sentenza significativa che serve a ricompattare il territorio» dopo gli fratture degli ultimi mesi. Anche Valenza vuole diventare parte di quel territorio diventato una vera “multinazionale della lotta all’amianto”: «Molti orafi, fino a pochi anni fa, lavoravano l’oro con strumenti in amianto… vogliamo far parte di questa lotta» ha spiegato il vicesindaco Paolo Soban. Il primo cittadino di Mirabello Luca Gioanola che ha aggiornato costantemente il suo profilo di facebook sull’andamento della giornata come aveva già più volte fatto in passato: «È stato riconosciuto il danno. Questo è un punto da cui partire. Il Comune non deve ragionare come un’impresa ma deve essere in grado di leggere le sensibilità e le volontà di un territorio». Trapela senso di appartenenza dalle parole di Corrado Tagliabue, primo cittadino di San Salvatore: «Il mio paese si sente monferrino e far parte di un territorio significa anche doverne condividere le sofferenze». Uniti per bonificare l’amianto dalle colline monferrine è il monito del sindaco di Odalengo Grande Fabio Olivero. Determinato Claudio Saletta, sindaco di Sala Monferrato: «Un passo fondamentale per stabilire le responsabilità degli imputati. Questa vicenda non è finita, è appena cominciata». Il primo cittadino di Ponzano, Paolo Lavagno, parla di un buon successo territoriale: «Soddisfatto per la condanna ma si deve continuare la lotta per recuperare i soldi che spettano ai piccoli Comuni». Con questa sentenza i “piccoli” non vengono lasciati indietro: «Rende giustizia a tutto il Monferrato» è il commento del primo cittadino di Olivola, Gianmanuele Grossi. Soddisfatta Teresa Zaccone, primo cittadino di San Giorgio, che auspica in un percorso più ampio e che possa coinvolgere l’intero territorio. «Se magistrati come Caselli e Guariniello - ha commentato il sindaco di Rosignano Graziella Micco Montafia - si sono interessati della nostra questione, dobbiamo renderci conto della vera dimensione della situazione». «Una sentenza che pone giustizia - ha detto il sindaco di Occimiano Ernesto Berra - Per il territorio ha un forte significato. Per bonifica, ricerca e giustizia si deve lavorare tutti insieme, uniti». L’emozione del primo cittadino nelle battute conclusive: «Oggi con, noi c’era anche un amico, un sindaco che ha fatto molto per questo territorio: Paolo Mascarino». MINUTO PER MINUTO TUTTA LA GIORNATA DI LUNEDì 13 Ore 16,55 «La sentenza che è stata emessa oggi dal Tribunale di Torino confidiamo servirà da monito affinché episodi come quello dell’Eternit non si verifichino più. Certamente in questo caso ci aspettavamo che venissero accordati i vent’anni di carcere così come chiesto dalla Procura, accogliamo però positivamente una condanna arrivata in tempi brevi se si considera la durata del processo e comunque che pone la parola fine ad un triste e drammatico capitolo per la storia del lavoro in Piemonte». Questo il commento dell’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto, e del vicepresidente della Regione, Ugo Cavallera, dopo la pronuncia della sentenza su Eternit. «Il riconoscimento di una provvisionale di 20 milioni alla Regione e di 5 milioni all’Asl locale - ha quindi osservato Cavallera - significa che il Tribunale ha tenuto in grande considerazione le motivazioni della nostra difesa, supportate da un’adeguata documentazione e dalle testimonianze rese in fase dibattimentale dagli amministratori e dai funzionari regionali». Ore 16,36 Soddisfatti della sentenza anche Guariniello (nella foto) e Caselli: «La sentenza di oggi è un sogno - ha affermato il primo - è avrà una eco mondiale. Una sentenza che farà storia e che riscriverà una parte di giurisprudenza». Anche Caselli ha espresso giudizi positivi «per come si è svolto il processo, molto corretto, preciso come vuole il presidente della Repubblica, Napolitano. L'esito del processo avrà rilevanza internazionale e contribuirà a rendere migliore la vita delle future generazioni». Ore 16,30 L’amministrazione comunale di Casale Monferrato, attraverso un comunicato stampa, si dichiara soddisfatta della sentenza emessa oggi dal Tribunale di Torino: «La sentenza – commenta il sindaco Giorgio Demezzi – rappresenta per Casale Monferrato, per i suoi cittadini, per gli altri Comuni del territorio coinvolti e per quelli nelle altri parti d’Italia dove esistevano stabilimenti dell’Eternit, un momento decisivo per uscire da questo dramma che ci ha colpito tutti. Abbiamo sempre sostenuto – aggiunge Demezzi – che gli imputati dovessero essere condannati per le loro oggettive responsabilità. Ci teniamo a ribadire che le polemiche nate in questi ultimi mesi, riguardo l’eventuale accettazione dell’offerta economica di uno dei due imputati, non ha mai messo in dubbio la nostra certezza sulla colpevolezza degli imputati». Ore 16,20 Dopo due ore e 58 minuti l'udienza volge alle battute finali con condanna degli imputati alla refusione delle spese processuali. Novanta giorni conclude Casalbore per depositare le motivazioni. Ore 16,06 «Una sentenza giustamente severa», commenta il sindaco di Mirabello Luca Gioanola in prima fila nella vicenda della transazione per ricucire il rapporto tra i piccoli Comuni che si sono costituiti nel processo con il Comune capofila, anche nei momenti più critici. Per i piccoli Comuni il riconoscimento di avere subito un danno che andrà concretamente rivendicato in una successiva causa civile, commenta ancora Gioanola, che poi testimonia la propria commossa partecipazione e fronte del doloroso, interminabile elenco di persone, di vite di cittadini spezzate dalla speculazione dell'Eternit. Elenco che il presidente Casalbore sta continuando tuttora a leggere e che dalla mole dei fogli sembra essere giunta più o meno a metà, dopo due ore e 47 minuti di lettura. Ore 15,42 Condannato il belga De Cartier inoltre al risarcimento dei Comuni del Vercellese che hanno accettato l'offerta dello svizzero: Motta de'Conti, Candia Lomellina e Stroppiana. Ore 15,40 Secondo quanto è stato dato intendere negli elenchi delle parti civili a cui è stato riconosciuto titolo al risarcimento vi sono anche i cittadini che si sono costituiti per ottenere l'indennizzo del cosiddetto "danno psicologico", la "sindrome di Chernobyl" , il danno cioè che deriva dal fatto di essere esposti a un rischio per la propria vita. cosa che compromette in modo significativo la qualità della vita. Tra i commenti quello di Alberto Deambrogio del circolo PRC-FDS di Casale Monferrato: «Oggi è il giorno della pacata soddisfazione – dice a seguito della sentenza Eternit – è il giorno della giustizia ottenuta però a prezzo di indicibili sofferenze». Per Sinistra Ecologia e libertà un comunicato stampa diffuso subito dopo la sentenza a firma di Nichi Vendola Coordinatore nazionale, Monica Cerutti Consigliera regionale Sel e Fabio Lavagno Coordinatore regionale Sel Piemonte «la sentenza del Processo Eternit pronunciata oggi dal tribunale di Torino ha qualcosa di storico e decisivo, non solo perché si è trattato del più grande processo penale in Italia e nel mondo per le morti d'amianto, ma perché è finalmente un punto fermo di una battaglia che, iniziata sindacalmente, è divenuta coscienza civile. "Una battaglia trentennale iniziata a Casale Monferrato e che da ora deve diventare fondamentale nelle scelte dei modelli di sviluppo produttivi che devono tenere conto della salute non solo dei lavoratori e dei loro famigliari, ma dell’intera comunità e dell’ambiente in cui questa è inserita o a cui si rivolge». Ore 15,35 Positivi i commenti di Bruno Pesce, coordinatore del Comitato vertenza amianto che mette in evidenza l'importanza a livello internazionale della sentenza che "riconosce anche il dolo". Quanto alla provvisionale di 25 milioni riconosciuta al Comune di Casale si limita ad annotare che "è più di 18 milioni", la cifra ipotesi di transazione tra il Comune di Casale e l'imputato svizzero Stephan Schmidheiny, transazione poi respinta dal Comune. Giudizio positivo anche da parte di Sergio Bonetto, difensore di tanti cittadini costituiti nel processo che si dice soddisfatto anche come legale del Comune di Cavagnolo che a giugno aveva invece sottoscritto la transazione con lo svizzero: "Avevo detto che trattandosi di una transazione la cifra oggetto dell'indennizzo avrebbe dovuto verosimilmente essere almeno doppia, e il Tribunale ha accolto la mia richiesta". Ore 15,30 Arrivano altre dichiarazioni mentre si sta ancora leggendo la sentenza. Paolo Filippi, presidente della Provincia di Alessandria: «Vedo il bicchiere per tre quarti pieno. Mi pare difficile che i paesi possano avere da subito le provvisionali. Sono soddisfatto per il 25 milioni di euro al Comune di Casale, per i 5 alla Provincia e per i 20 alla Regione». Fernanda Giannasi , pasionaria del movimento che si oppone alla lavorazione dell’amianto in Brasile e in tutta l’America Latina: «Casale e gli italiani devono essere soddisfatti per la sentenza di oggi. Casale ha rispolverato la sua immagine che era decaduta negli ultimi mesi. Una sentenza che aiuta il Brasile dove si lavora ancora l'amianto soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Questa sentenza potrebbe salvare tante vite nel mio paese». Ore 15,10 Imputati condannati a indennizzi - da liquidarsi in separata sede civile – anche dei Comuni che si sono costituiti parte civile: Balzola, Villanova, Pontestura, Morano, Ozzano, Coniolo, Mirabello, Provincia di Torino, Provincia di Alessandria, Comune di Rubiera. Ore 14,53 Arrivano i primi commenti dopo la sentenza. Pondrano e Pesce dell'Afeva: «Condanna giusta. Per quanto riguarda Reggio e Bagnoli dobbiamo fare una riflessione più ampia, studiando la sentenza. Per quanto riguarda Casale vogliamo dire che 25 milioni sono più dei 18, mentre per Cavagnolo 4 sono più di 2. Siamo molto soddisfatti : è una sentenza di rilievo mondiale: la multinazionale delle vittime ha battuto la multinazionale dell'amianto». Ore 14,19 Prosegue la lettura delle parti civili a cui il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento a titolo di provvisionale, salvo poi liquidazione del danno complessivo reclamato dalle parti offese tramite una separata causa civile. Un elenco interminabile, straziante di nomi di parenti di persone uccise dall'amianto. Casalbore legge un nome alla volta traendo dal tavolo i fogli dove è stato steso l'elenco: complessivamente una piccola risma alta tre-quattro centimetri. Ore 13,50 Il Tribunale condanna inoltre gli imputati al pagamento delle provvisionali a favore del Comune di Casale (25 milioni di euro), Regione Piemonte (20 milioni), Asl (5 milioni), Afeva (100mila euro), 60mila euro a favore della presidente dell’Afeva Romana Blasotti Pavesi e dei suoi familiari. Ai figli e alla moglie di Alberto Badino, ex lavoratore della Cerutti, sportivo, appassionato di montagna, mai lavorato all’Eternit ma nato e cresciuto a Casale una provvisionale di 30mila euro euro. La moglie rimasta sola con due figli aveva accettato la proposta di transazione dello svizzero Schmidheiny con le lacrime agli occhi, a causa delle difficoltà economiche. Trentamila euro dovranno essere versati dall'imputato belga De Cartier ai congiunti di Giorgio Barbesino, ex segretario del PSI negli anni Ottanta. Ore 13,15 Il presidente Casalbore legge immediatamente il verdetto. Sedici anni a entrambi gli imputati per i fatti relativi a Cavagnolo e Casale, non per Rubiera e Bagnoli perché i reati sono prescritti. Condanna inoltre gli imputati al pagamento delle spese processuali e in solido con le società chiamate in causa come civilmente responsabili al pagamento di risarcimenti. De Cartier dovrà versare 4 milioni di euro a favore del Comune di Cavagnolo (Schmidheiny aveva firmato una transazione a giugno per due milioni di euro) ed entrambi tra gli altri alla provvisionale a favore dell’Inail di 15 milioni che aveva chiesto complessivamente 272 milioni di euro per le spese sostenute a causa delle malattie causate dall’amianto ai lavoratori. Poi procede con la drammatica, lunghissima lista delle parti civili, i singoli cittadini che si sono costituiti nel processo per la morte dei propri familiari. Ore 12,30 - Si ritorna in aula per la sentenza. Fuori dal Palazzo le manifestazioni delle associazioni Si ritorna in aula in attesa del rientro della Corte. La sentenza è prevista per le 13,15. Durante la mattinata, fuori dal Palazzo di Giustizia, si è svolta una manifestazione con le associazioni dei famigliari delle vittime dell'amianto di Casale e della Francia, Voci della Memoria, No Tav. A mezzogiorno c'è stato anche tempo per il pranzo "al sacco" offerto dall'Afeva. Ore 11,45 - Guariniello: un processo che è anche una parola di speranza per le popolazione vittime dell'amianto «È un processo in cui si può dire una parola di speranza per tutte le popolazioni che sono state esposte all’amianto, ed è una parola di speranza che vale anche per tutte le altre grandi tragedie del lavoro e dell’ambiente che si consumano nel mondo. Dimostra che ci può essere una risposta delle pubbliche istituzioni, e l’esito è importante per dimostrare a tutti che questi processi si possono e si devono fare». Con queste parole il pm Raffaele Guariniello questa mattina in attesa del verdetto ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano quale fosse il significato del Processo Eternit, giunto oggi all’ultima udienza. «Ho cominciato a occuparmi di sicurezza del lavoro dagli anni Settanta, da allora è cambiato molto – ha aggiunto Guariniello - basta guardare quest’aula per capire quanta speranza oggi c’è e quanto possa essere ritenuta fondata». Un’aula strapiena di giornalisti giunti a Torino da tutto il mondo per assistere all’epilogo di quello che è stato definito il processo del secolo da un organo di stampa giapponese. «Le istituzioni pubbliche hanno un grande compito nel dare una risposta a questa sete di giustizia che arriva dalle popolazioni. Oggi speriamo – ha aggiunto Guariniello - di poter dare risposte adeguate, che facciano capire a tutti i vertici delle grandi impresi che verrà giudicata la politica aziendale della sicurezza». «L’insegnamento di questo processo è – ha detto inoltre il noto magistrato torinese - che noi dobbiamo entrare nelle stanze dei consigli di amministrazione dove si decide quanto si spende per fare sicurezza». A una giornalista francese che ha chiesto a Guariniello se la sentenza potrà influire sull’attesa di giustizia delle vittime dell’amianto nel suo paese ha risposto: «Non solo la Francia ma anche tanti altri paesi. Questo processo dimostra che si può e si deve fare…». Ore 9,34 - La sentenza sarà letta alle ore 13,15 Zaccone, legale di De Cartier, rinuncia alla replica. La Corte si ritira: «Ci vediamo alle 13,15 per la lettura della sentenza» afferma Casalbore (nella foto Guariniello assediato dai giornalisti al Palazzo di Giustizia). Ore 9,30 - Nessuna revoca della costituzione di parti civili dei Comuni L'avvocato Marco Gatti dichiara di avere depositato la revoca della costituzione di parti civili di alcuni Comuni. Casalbore non concede l'intervento e precisa che la revoca è intempestiva e che se ne terrà conto nei successivi gradi di giudizio. Ore 9,20 - Comincia l'udienza Il Tribunale – presidente Giuseppe Casalbore, giudici a latere Fabrizia Pironti e Alessandro Santangelo - fa ingresso nella maxiaula 1. Tutti in piedi. Il presidente Casalbore getta uno sguardo sull’aula strapiena di avvocati, giornalisti, familiari, sindaci: «Prego accomodatevi». Ammonisce i giornalisti a fare silenzio: «L'aula non è un teatro». L’udienza che dirà se i due imputati – lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis de Cartier - sono innocenti o colpevoli e di quali reati, quindi ha inizio.Subito l'appello dei legali. Ore 9 - Gli studenti al Palazzo della Provincia di Torino Sei pullman di studenti  giungono al palazzo della Provincia da dove seguiranno su maxischermo grazie al collegamento garantito via web. Ore 8,45 - L’arrivo a Torino al Palazzo di Giustizia Ventiquattro pullman solo di familiari delle vittime e cittadini colpiti dal dramma amianto nelle località in cui c’erano gli stabilimenti dell’Eternit, in Italia e in Europa sono arrivati a Torino. Ma ci sono anche delegazioni da molti altri Paesi in cui l’amianto ha fatto strage oppure viene ancora attualmente lavorato. Davanti al Palazzo di giustizia una fiumana di persone. Lunedì 13 ore 7 - Novecento casalesi su 16 pullman sono partiti alla volta di Torino per il processo Eternit Sono partiti alle ore 7 i circa 900 cittadini casalesi alla volta di Torino per assistere all’udienza del Processo Eternit. Sedici pullman da piazza Castello più varie auto e un pullmino, più il pulmann dei sindaci e degli amministratori organizzato dal Comune di Casale per prendere parte all’udienza finale del Processo Eternit, un processo su cui sono puntati gli occhi di tutto il mondo (foto Igor Furlan). Giunti parecchi giornalisti di testate emittenti e tivù nazionali A Casale oggi – domenica - sono giunti parecchi giornalisti di testate emittenti e tivù nazionali e stranieri, tra cui le troupe di «LA7» che ha seguito la vicenda della transazione e gli inviati del quotidiano francese «Le Monde», tanto per fare un esempio. Tantissimi gli accrediti richiesti per questa udienza finale del processo al tribunale di Torino, «un faldone», dice una impiegata del palazzo di giustizia che gestisce le richieste. Tante da indurre il presidente del Tribunale Giuseppe Casalbore a un fermo invito ai giornalisti all’autoregolamentazione «perché non derivi un pregiudizio per il regolare e sereno svolgimento dell’udienza che il Tribunale valuterà nel corso stesso dell’udienza. In tal caso al fine di evitare di dovere revocare a tutti l’autorizzazione alle riprese televisive si invitano gli interessati a coordinarsi spontaneamente tra di loro in modo da limitare all’indispensabile l’uso di apparecchiature tecniche. In caso contrario questo tribunale di vedrà costretto a dovere vietare qualsiasi ripresa televisiva». Domani – insomma – sarà il giorno della verità, si saprà se lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Jean Louis De Cartier de la Marchienne sono o no – secondo la giustizia italiana - gli effettivi responsabili di quella multinazionale dell’amianto che col marchio Eternit ha accumulato in quasi un secolo enormi profitti lavorando una fibra che in modo inequivocabile, da metà anni Sessanta, è diventato evidente che provocasse danni gravissimi alla salute. Vent’anni la richiesta della pena formulata dai pm Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace. Lunedì sarà il momento in cui il diritto, le leggi, la norma, si misureranno con le coscienze, la storia, i destini di quella comunità internazionale offesa da una industria criminale in cui il caso ha voluto rientrasse con un tragico ruolo di spicco anche la città di Casale. Insieme a Napoli, Rubiera, Cavagnolo e chissà quante località nel mondo dove Eternit e altri gruppi lavoravano il cemento-amianto. La rilevanza internazionale Un processo di enorme rilevanza (2.889 le vittime dell’amianto) non solo a livello nazionale, ma a cui tutto il mondo guarda per le implicazioni che una sentenza che inchiodasse alle proprie responsabilità i vertici della multinazionale Eternit potrebbe avere laddove la giustizia non ha fatto ancora il suo corso. E anche nei confronti di coloro che continuano a lavorare la fibra killer, confidando, come avveniva in passato, che la lunga latenza delle patologie provocate dall’asbesto consenta di fare profitti dribblando - infine - le proprie responsabilità, grazie al fatto che decenni dopo risulta estremamente complesso ricostruire le vicende e attribuire le colpe. Lunedì il tribunale di Torino - presidente Giuseppe Casalbore, giudici a latere Fabrizia Pironti e Alessandro Santangelo - pronuncerà il proprio verdetto dopo un processo durato due anni: 65 udienze, tante testimonianze, perizie e controperizie, una montagna di documenti (solo l’indagine della Procura conta circa 230mila pagine), che l’accusa e la difesa hanno prodotto per suffragare le proprie tesi. E dei quali il Tribunale ha dovuto valutare veridicità e peso effettivo. Una udienza che si aprirà alle 9 con le conclusioni dell’avvocato Cesare Zaccone, difensore dell’imputato belga, a cui seguirà la Camera di Consiglio durante il quale il tribunale provvederà formalmente alla stesura della sentenza. Poi il tribunale rientrerà per la lettura del verdetto. Seimila le parti civili costituite nel Processo Eternit Nel dispositivo della sentenza dovranno essere chiarite - secondo i legali - non solo le effettive responsabilità degli imputati, ma la sussistenza dei reati, il ruolo delle società chiamate in causa come civilmente responsabili (che dovranno mettere mano al portafogli se i responsabili non pagassero...), e l’ammissibilità della parti civili, circa 6000. Una lettura che si annuncia lunga visto l’elevatissimo numero di soggetti coinvolti e su cui il Tribunale, si presume, dovrà esprimersi per chiarire le moltissime e differenti posizioni all’interno del processo. Quattro o cinque ore per la lettura del dispositivo, valutano i legali delle parti civili che dovrebbe chiarire quali posizioni sono state accolte, quali il tribunale ha deciso di liquidare con la cosiddetta «provvisionale» (l’«acconto» sui risarcimenti richiesti da chi ha subito danni qualora gli imputati siano ritenuti colpevoli), le posizioni non ritenute ammissibili per la più svariate ragioni. Una partecipazione straordinaria L’udienza potrà essere seguita anche via internet collegandosi al nostro sito con puntuali aggiornamenti, oppure sul sito della Provincia di Torino che trasmetterà il filmato in streaming (http://www.provincia.torino.gov.it/speciali/2009/processo_eternit) o in diretta audio su Radio Gold (frequenze FM89.1 – FM88.8) oppure sempre in streaming sul sito www.radiogold.it. Prevista una partecipazione straordinaria all’udienza; la Protezione Civile allestirà all’esterno del palazzo di giustizia alcuni gazebo per distribuzione bevande e servizi igienici. Sono 23 i pullman coordinati dalla «multinazionale delle vittime»; giungeranno da Casale, Reggio Emilia, Bologna (con tanti giovani); ce ne sarà uno dei lavoratori della Bemberg, industria di Gozzano (NO) che produceva rayon utilizzando forti quantità di rame e ammonio. E poi cittadini da Livorno, Viareggio, Savona, Roma, Bari, Milano, Broni, Napoli. Tre pullman e varie delegazioni dalla Francia: esponenti dell’Andeva (l’associazione delle vittime francese), minatori della Lorena, delegazioni dall’Ardèche e dall’Alta Savoia, giungeranno in treno le vedove di Dunkerque, località dell’estremo nord della Francia in cui vi era uno stabilimento Eternit. Attese altre delegazioni da Inghilterra, Svizzera, Stati Uniti, Brasile, Belgio. In tutto si valuta che affluiranno a Torino almeno 1200 persone e si sta quindi provvedendo a organizzare questa eccezionale affluenza. A disposizione due aule bunker da 250 posti, più l’aula magna da 700 e la sala congressi della vicina provincia di Torino con altri 250. Nella maxiaula 2 verranno sistemate le delegazioni degli stranieri e si sta lavorando per organizzare un servizio di traduzione simultanea in inglese e francese. Si annuncia una copertura giornalistica globale: tivù e giornalisti di carta stampata e radio stanno giungendo a Casale in questi giorni da tutta Europa.

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